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La Ue deve fermare l’imperialismo di Erdogan senza subire il ricatto…

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vertice in bulgaria

La Ue deve fermare l’imperialismo di Erdogan senza subire il ricatto migranti

Nella combo da sinistra, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il presidente turco Tayyip Erdogan e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker
Nella combo da sinistra, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il presidente turco Tayyip Erdogan e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker

La partita si annuncia complicata e foriera di pericolose conseguenze in caso di fallimento del vertice di Varna oggi sul Mar Nero. Un dato sembra certo: la politica neo-imperialista regionale del presidente turco Tayyip Erdogan sembra non conoscere ostacoli di sorta: in Siria ha conquistato la roccaforte di Afrin costringendo alla fuga i curdi siriani del'Ypg fino ad oggi preziosi alleati sul terreno degli Usa contro l'Isis, lo Stato islamico che continua a insaguinare l'Europa con azioni terroristiche di lupi solitari; nell'Egeo la Turchia sperona navi greche su isolotti contesi nell'ex Dodecaneso italiano, detiene due soldati greci che hanno sconfinato via terra accusandoli di spionaggio e a Cipro un mese fa ha bloccato le perforazioni di gas della nave Saipem 12000 dell'Eni. Non solo.

La Turchia ha respinto il 23 marzo le velate critiche europee come “inaccettabili” arrivate dall'ultimo Consiglio dell'Unione europea a Bruxelles a Palazzo Lipsius che ha definito come “azioni illegali” le manovre navali di Ankara nel Mar Mediterraneo orientale nell'ambito di contenziosi con la Grecia del premier Alexis Tsipras e l’isola di Cipro del presidente Nikos Anastasiadis.

«Il comunicato Ue contiene dichiarazioni inaccettabili contro ill nostro Paese, al servizio degli interessi della Grecia e di Cipro» ha affermato senza mezzi termini il portavoce del ministero degli Esteri turco, Hami Aksoy. Il presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, e il capo della Commissione Ue, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, incontreranno lunedì il presidente Erdogan nella città bulgara di Varna, visto che la Bulgaria è presidente di turno dell'Unione.

Una bella matassa intricata per la diplomazia di Sofia. Ankara lamenta che la Ue ha perso la sua neutralità sull contenzioso in corso con Cipro e Grecia dimenticando che sia Cipro che la Grecia sono membri a tutti gli effetti Ue, mentre Ankara ancora non lo è e forse non lo diventerà mai.

Inoltre Ankara lamenta e rivendica i pagamento della seconda tranche da 3 miliardi di euro dell'accordo firmato il 18 marz0 2016 in tutta fretta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel con il presidente Erdogan per chiudere le frontiere e tenersi i profughi siriani in cambio di 6 miliardi di euro complessivi. In effetti la Turchia si è tenuta i profughi siriani che ora sono circa 3,8 milioni su una popolazione complessiva di 80 milioni di abitanti ma ora Ankara batte cassa e chiede la seconda tranche di 3 miliardi di euro perché reclama «pacta sunt servanda», i patti si rispettano.

Inoltre chiede di poter entrare nella Ue senza i visti. Ma la Ue è infastidita dalla politica neo-ottomana di Ankara nella regione e probabilmente chiederà il rispetto di tutti i patti compresi anche quelli che tutelano il diritto internazionale nelle acque cipriote e greche. Forse a Varna si comincerà a parlare finalmente di politica estera europea.

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