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Macron punta sull’intelligenza artificiale, un miliardo e mezzo…

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la strategia per colmare il gap con usa e cina

Macron punta sull’intelligenza artificiale, un miliardo e mezzo di investimenti

Un miliardo e mezzo da qui al 2022 per fare della Francia un Paese leader nel campo dell’intelligenza artificiale, colmando il gap nei confronti di Stati Uniti e Cina. Questo l’investimento pubblico annunciato oggi pomeriggio dal presidente Emmanuel Macron, in un discorso tenuto nella suggestiva cornice del College de France. Ma l’Eliseo, per imprimere una netta accelerazione al settore, conta di mobilitare anche investimenti privati. E un segnale che gli sforzi del presidente iniziano a dare frutti è già arrivato prima del suo discorso, con l’annuncio da parte di Samsung Electronics, Fujitsu e Deepmind di un potenziamento delle operazioni a Parigi.

Asse con la Germania
Visto che il gap verso Usa e Cina non è solo francese ma europeo, Macron ha citato esplicitamente la collaborazione con la Germania, annunciando che i finanziamenti a progetti franco-tedeschi in questo campo avranno la priorità. La Francia renderà meno restrittiva la regolamentazione sugli esperimenti e offrirà incentivi ai ricercatori per lavorare in Francia, anche se le norme sulla privacy saranno rispettate.

Gli investimenti annunciati da Macron sono parte di una strategia più ampia, messa a punto negli ultimi sei mesi dal matematico Cedric Villani, scienziato brillante (ha vinto nel 2010 la medaglia Fields, il premio Nobel dei matematici) dal look stravagante e ricercato, eletto l’anno scorso deputato nelle file di En Marche, il partito di Macron.

Il nodo del data sharing
L’intelligenza artificiale, concentrandosi sulla creazione di macchine intelligenti, capaci di interagire con l’ambiente e prendere decisioni logiche e coerenti, è la nuova frontiera della tecnologia. Questione trasversale e centrale del rapporto messo a punto da Villani è pertanto quella - attualissima e più che mai dibattuta - dei dati, indispensabili a istruire i sistemi di IA, che utilizzano il cosiddetto deep learning. L’analisi è che persone, aziende e governi europei hanno bisogno condividere una maggiore quantità di dati. La sfida ovviamente, come sottolinea il matematico, è convincere la popolazione che la privacy non viene in questo modo compromessa, tanto più di fronte agli scandali che hanno travolto negli ultimi tempi il settore dei social network. Servono - si legge nel rapporto - «algoritmi più trasparenti». E Stato e imprese devono fornire ai cittadini le garanzie necessarie.

“Non dobbiamo usare gli aspetti negativi di una nuova tecnologia come alibi per rifiutarla”

Emmanuel Macron, presidente francese 

«Non dobbiamo cadere - ha detto ieri a questo proposito Macron - nella vecchia trappola francese di vedere gli aspetti negativi di una nuova tecnologia e usare questo come alibi per rifiutare la tecnologia stessa».

I quattro settori di sperimentazione
Il rapporto messo a punto da Villani si concentra poi su quattro settori prioritari per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale: sanità, mobilità e trasporti, ambiente, difesa e sicurezza. Un capitolo specifico è dedicato all’impatto dell’IA sul mondo del lavoro, dove si suggerisce di creare nuove strutture con il compito di sperimentare gli effetti della crescente automazione sull’impiego.

La fuga dei cervelli
Nell’ultima parte, dopo aver lodato l’ottimo livello raggiunto da matematici e ricercatori francesi grazie alle strutture formative di qualità, il rapporto sottolinea la fuga di cervelli, testimoniata dal numero di professionisti reclutati da multinazionali dell’hi-tech americane o asiatiche. Come antidoto alla dispersione di questo patrimonio matematico e ingegneristico il suggerimento è sacrosanto ma forse un po’ scontato: raddoppiare i salari dei ricercatori all’inizio della carriera. Un’opzione che l’Eliseo, nonostante le sue ambizioni di grandeur, non sembra però in grado di percorrere.

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