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A Dubai il piatto ricco (e inaccessibile) dei Takaful, le…

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Tesoro da 50 miliardi di dollari

A Dubai il piatto ricco (e inaccessibile) dei Takaful, le assicurazioni islamiche

Difficile pensare di non accorgersi di 50 miliardi di dollari; sono la ricchezza di interi paesi come Bulgaria o Uruguay. Eppure uno dei più grandi mercati finanziari al mondo è un fiume di denaro che sfugge al radar di banche, investitori e trader in Europa. Un po’ come i trucchi dei prestigiatori: i 50 miliardi ci sono, ma non si vedono. Come mai? Iniziamo col dire che il fiume si chiama “Takaful” e scorre, irraggiungibile, tra Europa dell'Est, Medio Oriente e Africa.

Per scoprirli bisogna andare nella Las Vegas del Medio Oriente, tra gli scintillanti Shopping Mall di Dubai, città quantomai lontana dall'immaginario della finanza, con le sue piste da sci artificiali a 40 gradi e il più grande acquario al mondo, ovviamente dentro un centro commerciale. I Takaful sono le assicurazioni islamiche, prodotti finanziari studiati appositamente per i fedeli musulmani. Ci vogliono polizze speciali perché la religione del profeta Maometto vieta qualsiasi investimento finanziario (la “riba”, ossia l'interesse generato dal denaro) e dunque se un musulmano, anche un cittadino europeo, volesse assicurarsi (per la casa, i figli, l'auto) non potrebbe comprare un'assicurazione “occidentale”. Ma siccome anche nel mondo islamico c'è bisogno di assicurarsi, ecco che i Takaful sono una gamba fiorente della finanza islamica, dalla Russia all'Indonesia: nel 2020 l'ammontare di assicurazioni Takaful arriverà a 52,5 miliardi (lo dice uno studio della Salama Islamic Arab Insurance); sono raddoppiate nei soli ultimi sei anni, dal 2011 al 2017.

Dopo il quasi crack del 2009, che ha portato l'emirato sull'orlo del collasso, Dubai è rimbalzata con forza, rilanciandosi come meta di turismo (tra cui le conferenze, ce ne sono a decine ogni settimana; qualsiasi attività umana tiene un congresso mondiale qui), di shopping e anche di centro finanziario.

E sempre Dubai da 13 anni è uno dei centri nevralgici dei Takaful: nei prossimi giorni al Dusit Thani, uno delle decine di hotel-grattacielo lungo la Sheikh Zayed Road, e nemmeno uno dei più ambiziosi, all'ombra del iper-tecnologico Burj Khalifa, si riuniranno i maggiorenti delle assicurazioni islamiche. Se questo forziere da 50 miliardi rimane nascosto non è solo perché si tratta di un tesoro musulmano, cosa che impedisce l'accesso a qualsiasi banca o investitore che non sia allineato alla Sharia (e per farlo ci vogliono regolamentazioni speciali), ma anche perché il mercato dei Takaful è sparpagliato e frammentato per gli stessi arabi.

In assenza di un'Authority unica, le assicurazioni islamiche sono nate e si sono sviluppate nel vuoto regolamentare più assoluto e ogni banca è andata per la propria strada: il medesimo prodotto assicurativo ha una struttura diversa, costi diversi e coperture diverse a seconda di chi lo vende. I portafogli delle assicurazioni islamiche, come se non bastasse, sono esposti in modo eccessivo su asset ad alto rischio, anch'esso frutto dell'assenza di policy di Risk Management. Insomma, il Suq delle assicurazioni: questo ginepraio finanziario ha creato una forte instabilità, nessuna standardizzazione e la percezione di un mercato poco trasparente. L'esatto contrario di quello che ci vuole per far sviluppare un'industria e attrarre il risparmio (islamico o meno).

Uno dei motivi per cui Dubai ogni anno ospita il convegno è quello di cercare di unificare il mercato, promuovere una regolamentazione unitaria e creare un'offerta omogenea di assicurazioni. Qui si sono mossi in anticipo per assimilarsi alla governance dei paesi occidentali: «Gli Emirati Arabi Uniti sono stati il primo e unico paese a emettere Takaful che rispettavano le regole di Solvency II e siamo diventati un punto di riferimento per il Medio Oriente, attraendo investitori stranieri», spiega Ebrahim Al Zaabi, il direttore generale della AI, l'Authority locale, in pratica l'Ania degli Emirati. Quando l'industria dei Takaful diventerà standardizzata, il fiume diventerà immenso. E l'Europa che farà?

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