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Salta il Nobel per la letteratura, dopo il pasticcio in salsa svedese

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L'Analisi|molestie e intrighi

Salta il Nobel per la letteratura, dopo il pasticcio in salsa svedese

L'Accademia svedese ha deciso: il Premio Nobel per la letteratura non verrà assegnato nel 2018. Resta in piedi l'ipotesi, però, di assegnarne 2 nel 2019.
Una decisione storica (l'ultima volta che il Nobel non fu assegnato erano tempi di guerra, il 1943), soprattutto per le circostanze nelle quali è maturato lo scandalo che ha portato a questo clamoroso annuncio. E cioè le dimissioni in blocco di 6 membri della commissione per le accuse di molestie sessuali e comportamenti inappropriati di Jean-Claude Arnault, fotografo, non membro dell'accademia, ma sposato alla poetessa Katarina Frostenson, lei sì facente parte degli immortali di Svezia, che ha comunque negato tutti gli addebiti.

Tra le accuse, oltre alle molestie sessuali (che avrebbero coinvolto anche la principessa Victoria di Svezia, qualche anno fa), c'è quella di aver ricevuto finanziamenti poco chiari da parte dell'Accademia al club culturale di sua proprietà, il Forum, un locale nel centro di Stoccolma, ora chiuso dopo le recenti vicende.

Da quando esiste il premio, 1901, il Nobel non era stato assegnato altre 7 volte, ma in periodi molto difficili della storia europea: nel 1914, 1918, 1935 e poi dal 1940 al 1943. Il colpo per gli immortali di svezia (tra l'altro gli accademici sono eletti a vita), è stato e sarà duro. Lo stesso re svedese ha chiesto di far luce e si prevedono novità procedurali e organizzative a partire da quest'anno. Dunque i latini avevano ragione: «oportet ut scandal eveniant», cioè è bene che succedano gli scandali, se poi riescono a portare chiarezza e a modificare il corso delle cose.
Il centro dell'attività dell'Accademia di Svezia dovrebbe comunque essere la letteratura, e non si può dire che le polemiche, anche in questo campo, non ci siano state, e praticamente ogni anno.

Sia per le “non” assegnazioni (quella storica a Borges, per dire, o, quella, sempre valida a Philip Roth, ancora non insignito del premio), sia per le assegnazioni, spesso influenzate da motivazioni geo-politiche, ma anche di merito, come la recente assegnazione del nobel a bob dylan che ha lasciato perplessi molti lettori.

Ecco, forse il passo più duro che attende l'accademia, sempre più al centro dell'attenzione mondiale, sarà quello di recuperare credibilità con le scelte, attribuendo un premio così prestigioso (ma pur sempre un premio letterario) a scrittori e poeti che, effettivamente, ne siano degni per meriti propri e non per interferenze altrui.

Negli ultimi anni, infatti, la scelta di Stoccolma ha più volte lasciato basiti gli osservatori del mondo letterario, facendo prevalere criteri geopolitici e “vagamente” di protesta o sociali, a dispetto di ragioni essenzialmente letterarie, le uniche che dovrebbero guidare la scelta del vincitore.

Ma non va nemmeno dimenticato che il ruolo del premio non è quello di dare un riconoscimento alla carriera di uno scrittore, né quello di premiare un autore che sia già ampiamente noto al pubblico per il successo dei suoi libri. Nel campo dei premi, certamente il Nobel, è quello più esposto all'attenzione e dunque alle critiche: forse per rendercelo un po' più simpatico dovremmo ridimensionarlo, e chissà che questo notevole inciampo della giuria non finisca per essere una salutare terapia.


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