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Merkel in bilico, una faida che destabilizza l’Europa

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Merkel in bilico, una faida che destabilizza l’Europa

L’immigrazione spacca l’Europa. Italia contro Francia, Spagna contro Italia, Austria e Ungheria contro tutti e ora cristiano-sociali tedeschi contro cristiano-democratici tedeschi. Una diatriba potenzialmente più devastante di quelle transfrontaliere. «L’immigrazione ha il potenziale di infliggere gravi danni all’Europa», ha detto il cancelliere tedesco, Angela Merkel. Da ieri, ha anche il potenziale di travolgere la sua instabile coalizione di Governo. E questo, a sua volta, produrrebbe un danno grave alla Germania e difficilmente calcolabile all’Europa.

La faida fra Angela Merkel e il leader della Csu bavarese Horst Seehofer, suo alleato, non è nata ieri. Gli scontri si susseguono da quando, nell’estate 2015, la signora Merkel ha proclamato le porte aperte ai rifugiati: la porta della Baviera, anzi tutto, scelta che Seehofer non le ha mai perdonato. La sua nomina a ministro degli Interni, con la responsabilità quindi dell’immigrazione, nella complessa formazione del Governo lo scorso febbraio era una bomba a orologeria che ora rischia di scoppiare.

La crisi nella maggioranza tedesca

Due elementi, nonostante il forte calo degli arrivi, hanno provocato la presa di posizione di Seehofer che ha accelerato la crisi: l’avvicinarsi delle elezioni di ottobre in Baviera dove la Csu rischia di perdere la maggioranza assoluta e sta subendo un’erosione di consensi a favore della destra anti-immigrati di AfD; e la nascita di un “asse” (come l’ha chiamato con scelta lessicale poco felice il cancelliere austriaco Sebastian Kurz), oltre che con il premier ungherese Viktor Orban, con l’Austria stessa e l’Italia di Matteo Salvini. Non è chiaro come la sponda di quest’ultimo si giustifichi, dato che la principale innovazione che vorrebbe introdurre Seehofer è il ritorno al mittente, cioè al Paese in cui per primo hanno chiesto asilo, degli immigrati. Nella gran parte dei 64mila entrati in Germania quest’anno, si tratta dell’Italia.

Lo showdown fra Merkel e Seehofer potrebbe arrivare già lunedì. A quel punto si tratta di vedere se, come in altri casi, il leader bavarese farà un passo indietro dell’ultima ora, accontentandosi di incassare concessioni da spendere in campagna elettorale, o se stavolta porterà la rottura alle estreme conseguenze. Dalle quali lui stesso ha tutto da perdere, quanto la signora Merkel: difficilmente gli servirebbe a recuperare il voto bavarese (l’unica cosa che conta per la Csu) e certamente provocherebbe una crisi di Governo e nuove elezioni politiche, con sviluppi imprevedibili, ma con il sicuro rafforzamento di AfD.

I possibili sviluppi

Basta vedere quel che è successo ieri sui mercati finanziari, quando si è diffusa la voce che la Csu aveva ritirato l’appoggio al Governo, per capire che il risultato immediato sarebbe una violenta instabilità. In risposta a questa situazione, le carte in mano alla signora Merkel, già indebolita dai lunghi mesi di trattativa per la formazione del Governo dopo l’insuccesso elettorale di settembre, non sono buone. L’appello a una soluzione europea, dopo anni di fallimenti, non convince nessuno. E certo non sono le soluzioni europee a scaldare i cuori in quest’epoca di nazionalismi. I sondaggi dicono che i tedeschi non sono convinti che il cancelliere abbia le soluzioni giuste per risolvere la questione immigrazione. Ma, da quasi vent’anni, la prima regola della politica tedesca è: mai sottovalutare Angela Merkel. Come tutte le regole, è fatta per essere prima o poi violata. Se avverrà nei prossimi giorni, sarà tutta l’Europa, compresi i suoi avversari, a pagarne il conto.

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