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Il supercomputer Ibm vince il dibattito con lo sfidante umano

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Il supercomputer Ibm vince il dibattito con lo sfidante umano

(Bloomberg)
(Bloomberg)

NEW YORK - Un pareggio. Uno a uno. Non è l'ultima partita di calcio dei Mondiali. È la “partita”, ben più consequenziale per il futuro dell'umanità, tra “giocatori” umani e intelligenza artificiale. In quella umana, troppo umana attività che è il dibattito e la battaglia di idee e argomentazioni. La notizia, di sicuro, è di quelle che faranno discutere: il Project Debater della Ibm ha vinto nettamente un primo scontro a parole e ha perso, ma soltanto di strettissima misura, un secondo duello.

Andiamo con ordine. L'ascesa dei computer nella “sfida” ad abilità finora ritenute terreno esclusivo - o quasi - degli esseri umani non è di oggi. Sono del 1997 le vittorie negli scacchi. Del 2011 quelle nel gioco Jeopardy. E l'anno scorso ecco il successo delle “macchine” nel vecchio gioco Go. Ma questi erano nell'insieme games con regole chiare e più prevedibili. Un dibattito? La performance in questo caso può davvero fare storia: l'intreccio degli argomenti è decisamente affare assai più delicato, ricco di sfaccettature, complessità, interazioni.

Come si è arrivati a tanto? Project Debater, sotto la direzione di Ranit Aharonov, è nato nel 2011 nel laboratorio Ibm di Haifa in Israele, scelto tra 30 progetti di AI allora considerati. Con una missione esplicita: eccellere nella cosiddetta “computational argumentation”, vale a dire nella capacità di conoscere a fondo un soggetto, delineare una posizione sulla questione e infine difenderla da critiche e attacchi. Ibm, che nei supercomputer che incalzano l'umanità vanta ormai una lunga storia, ha orchestrato una dimostrazione pubblica del duello, schierando al cospetto di una audience (unicamente umana) la sua tecnologia contro due persone scelte per la loro esperienza di successo proprio nei dibattiti.

Risultato: in una discussione sulla validità di sussidi pubblici all'esplorazione spaziale, il protagonista “umano” ha persuaso due persone (che i sussidi sono errati) facendo meglio del computer. Nel secondo dibattito, però, la rivalsa dell'intelligenza artificiale e stata drammatica: nell'argomentare i pro e contro della telemedicina, l'intelligenza artificiale ha stravinto convincendo be nove membri del pubblico (che la tele-medicina va usata di più).

Project Debater, per la sua discussione, ha fatto leva sull'accesso a 300 milioni di fonti e ha però dovuto scegliere le informazioni adeguate, organizzare il materiale e trasformare infine il tutto in argomentazioni coerenti, incisive e brevi (il suo discorso cruciale è stato di una ventina di minuti).

Fin qui gli exploit tecnologici. Ma le applicazioni concrete? Lasciando da parte incubi alla Terminator, se qui gli interrogativi ancora abbondano c'è chi azzarda un ventaglio di possibilità: da più complete analisi e diagnosi mediche a più raffinate e precise arringhe nelle aule della giustizia.

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