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La trincea interna che indebolisce la cancelliera

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il braccio di ferro sui respingimenti con l'alleato csu

La trincea interna che indebolisce la cancelliera

Afp
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Il primo divieto di accesso eretto lungo i confini della Baviera non stato rivolto contro i rifugiati richiedenti asilo politico in Germania, ma contro Angela Merkel. Il primo ministro dello Stato bavarese Markus Sder ha fatto notizia lo scorso fine settimana quando, come leader della Csu alleata in declino della Cdu, ha sbandierato che al posto della cancelliera in chiusura della campagna elettorale del partito alla vigilia del voto locale il 14 ottobre, aveva preferito invitare il cancelliere austriaco Sebastian Kurz.

La tradizione del cancelliere federale sponsor delle elezioni in Baviera dura da 70 anni e pu essere infranta nel Lander pi conservatore, ma mettere alla porta la Merkel ora come ora non paga.

Difatti proprio ieri un sondaggio del Forsa Institute ha messo nero su bianco un elettorato bavarese che solo per il 40% voterebbe oggi la Csu (in netto calo contro il 47,7% del 2013) e che solo per il 38% soddisfatto della politica sull'immigrazione della Csu di Sder, contro il 43% favorevole alla linea della Merkel. Un altro sondaggio recente aveva per segnato l’alleanza storica Cdu-Csu con la Spd nella GroKo al 49%, sotto la maggioranza, in Parlamento. Lo scontro verbale tra Merkel e il ministro degli Interni Horst Seehofer non sta giovando a entrambi, in una Germania che ama sopra tutto la stabilit politica e che oltre all'immigrazione vorrebbe veder risolti dalla GroKo altri problemi come infrastrutture, digitalizzazione, scuole e formazione, invecchiamento della popolazione e pensioni, sanit e guerra trumpiana sui dazi.

Una minoranza della Cdu, prevalentemente il Junge Gruppe dei membri sotto i 35 anni, ha posizioni di destra che pi si avvicinano alla Csu in particolar modo sui rifugiati, ma la maggioranza del partito sostiene ancora Angela Merkel. L’ex ministro delle finanze e attuale presidente del Bundestag Wolfgang Schuble stato tirato in ballo dalla cancelliera stessa come arbitro per trovare un compromesso con Seehofer e ieri questo era il suo ammonimento: Se il ministro continua a chiedere i respingimenti alle frontiere dei richiedenti asilo, mentre Merkel cerca una soluzione europea, allora Seehofer non lascerebbe altra scelta alla cancelliera che chiederne le dimissioni. Schuble ha auspicato che i due litiganti trovino una soluzione. L’ultimatum di Seehofer alla Merkel scade domenica 1 luglio: entro quella data, la cancelliera dovr avere qualcosa in mano per evitare che il ministro perda la faccia e le staffe con decisioni unilaterali senza il consenso di tutta la GroKo.

Alzare i toni e minacciare di portare avanti un’azione unilaterale, in assenza di una soluzione adeguata europea o tra gruppi di Paesi europei come caldeggiata dalla cancelliera, pu mettere in cattive acque lo stesso Seehofer che rischia o la poltrona da ministro o la sua posizione di leadership dentro il suo partito. Manfred Weber, Csu e capogruppo del partito popolare europeo, ha chiesto una soluzione europea alla Radio Bavarese. Seehofer stato gi contestato per aver stilato un Master Plan sull’immigrazione di 63 punti senza per pubblicarlo integralmente:  la cancelliera avrebbe dato il suo ok a 62 punti per divergere solo sul respingimento unilaterale dei richiedenti asilo che sono stati gi registrati in altri Paesi.

Anche Angela Merkel, visibilmente indebolita, ha pi da perdere che da vincere in questa partita. Cacciare Seehofer vorrebbe dire aprire una crisi di governo: per evitare le elezioni la cancelliera potrebbe andare avanti con un governo di minoranza con appoggio esterno oppure aprire la coalizione ai Verdi (12% nei sondaggi). Tutti scenari che sarebbero molto poco popolari con l’elettorato in Germania che ha molto sofferto lo stallo di sei mesi dopo le elezioni di settembre.

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