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VERSO IL CONSIGLIO EUROPEO

Migranti, Eurozona, Brexit: le parole chiave per capire il vertice Ue

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Il vertice europeo del 28 e 29 giugno ha una agenda particolarmente ricca. Tre i principali temi che verranno discussi dai capi di stato e di governo: il dossier migratorio, la riforma della zona euro, e l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione. Qui di seguito un glossario per districarsi tra gli acronimi del gergo comunitaro.

DOSSIER MIGRANTI
Area Schengen. È una area che comprende 26 paesi europei e nella quale dovrebbe essere possibile la libera circolazione delle persone. A causa della crisi migratoria e di una ondata di attacchi terroristici tra il 2015 e il 2016, alcuni paesi hanno reintrodotto controlli alle frontiere. L'obiettivo dichiarato è di tornare alla piena libertà di circolazione il più velocemente possibile.

Accordo con la Turchia. Siglata nel 2016, l'intesa prevede che il governo turco ospiti sul proprio territorio profughi in arrivo dal Vicino Oriente, in cambio di aiuti europei per tre miliardi di euro. I Ventotto dovrebbero annunciare questa settimana l'esborso da parte dei paesi membri di altri tre miliardi di euro di aiuti.
Accordi di riammissione: Sono intese internazionali con i paesi di partenza dei migranti. Permettono ai paesi membri dell'Unione di rinviare verso il loro paese di origine persone che non hanno il diritto di rimanere in Europa. In mancanza di tali accordi, il rimpatrio può avvenire nei fatti solo su base volontaria.

Guarda il video: Migranti, Conte: al Consiglio europeo l'Italia chiederà una svolta (di Andrea Carli) »

Fondo fiduciario per l'Africa. L'obiettivo di questo nuovo strumento finanziario, nato nel 2015, è di aiutare economicamente i paesi africani in modo da ridurre le partenze di migranti verso l'Europa. I Ventotto dovrebbero annunciare nel vertice di questa settimana di voler rimpinguare il fondo con altri 1,2 miliardi di euro.

Movimenti primari. Così vengono chiamati gli arrivi di migranti sul territorio dell’Unione Europea.

Movimenti secondari. Secondo il Regolamento di Dublino, il paese di primo arrivo è responsabile di gestire la domanda di asilo di una persona. Il movimento secondario ha luogo quando questa stessa persona si trasferisce da un paese all'altro senza la necessaria autorizzazione. La questione dei movimenti secondari ha provocato una crisi politica in Germania. Berlino chiede di poter negoziare accordi bilaterali per facilitare il ritorno delle persone nel paese di primo sbarco.

Piattaforme di sbarco regionali. È la novità del momento nella crisi migratoria. L'obiettivo è di creare delle Ellis Islands nelle quali sbarcare le navi di migranti nel Mediterraneo. Il tentativo è di alleviare le pressioni sui paesi del Sud Europa. Queste nuove piattaforme regionali potrebbero essere gestite con l'aiuto dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). I problemi giuridici e politici non mancano. Non è ancora chiaro chi potrebbe ospitarle: nell'Unione o in paesi terzi? E in questo seconda caso: in Europa o in Africa?
Due le opzioni concrete proposte dalla Commissione europea. Piattaforme regionali sul territorio comunitario sulle quali vigerebbe il diritto comunitario in termini di diritto d'asilo. Piattaforme di sbarco in paesi non comunitari dalle quali poi organizzare forme di reinsediamento in Europa o eventuali ritorni.

RIFORMA DELLA ZONA EURO

Backstop. I Ventotto dovrebbero annunciare questa settimana che il Meccanismo europeo di Stabilità diverrà il paracadute del Fondo europeo di risoluzione bancaria. E' il cosiddetto backstop, in inglese. Rimane da negoziare sia la governance del nuovo strumento che la procedura decisionale d'urgenza. Un accordo è previsto entro il dicembre del 2018.

Bilancio della zona euro. E' l'elefante nella stanza, come dicono gli inglesi. Francia e Germania hanno proposto nella loro recente Dichiarazione di Meseberg di dotare l'unione monetaria di un proprio bilancio. Alcuni governi sono freddi all'idea; temono di creare azzardo morale nei paesi più indebitati. Non è prevista alcuna decisione finale in questo vertice. La discussione slitta al vertice Ue di fine anno.

Unione bancaria. La nascita del backstop è un passaggio cruciale nella creazione di una unione bancaria. Ciò detto, il completamento di questo cantiere non appare vicino. I Ventotto dovrebbero dare mandato ai ministri dell'Economia di lavorare su una tabella di marcia per inziare il negoziato politico in vista di una garanzia unica dei depositi.

BREXIT

Accordo di divorzio. In origine, i paesi membri speravano di trovare entro questo mese una intesa sul divorzio della Gran Bretagna dall'Unione, così da permettere la ratifica del trattato da parte del Parlamento europeo e del Consiglio entro il marzo del 2019. Non sarà possibile perché manca ancora un accordo sul modo in cui gestire il confine tra la Repubblica d'Irlanda e l'Irlanda del Nord.

Hard Brexit. Con questa espressione si definisce l'uscita brusca del Regno Unito dall'Unione alla mezzanotte del 29 marzo 2019, senza periodo di transizione e soprattutto senza un accordo di partenariato. In assenza di un accordo sulla frontiera irlandese, i rischi di un hard brexit sono aumentati, secondo numerosi diplomatici europei, tanto che i Ventisette potrebbero cogliere il vertice di questa settimana per avvertire società e cittadini di prepararsi a ogni eventualità.

Periodo di transizione. Il Regno Unito e i suoi partner hanno negoziato una intesa che prevede l'applicazione del diritto comunitario in Gran Bretagna cosi come il pieno rispetto dei Trattati da parte di Londra per un periodo di 20 mesi dopo Brexit, fino alla fine del 2020. L'accordo sulla transizione naturalmente potrà entrare in vigore solo se nel frattempo sarà finalizzata l'intesa sul divorzio.

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