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Polonia, il premier difende la “purga” dei magistrati. Dura…

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tajani: con visegrad «ultimi gli italiani»

Polonia, il premier difende la “purga” dei magistrati. Dura replica Ue

Strasburgo - «Invece di additare il populismo domandatevi perché la gente sta voltando le spalle all’Europa». Di fronte alla plenaria di Strasburgo, il primo ministro della Polonia Mateusz Morawiecki ha inaugurato così un «discorso sul futuro dell’Europa» che assomiglia più a un manifesto programmatico di Varsavia e dell’asse di Visegrad.

Accanto a qualche indicazione sulle ricette economiche, Morawiecki ha insistito sulla difesa «delle frontiere dalle migrazioni» e della sovranità nazionale, a partire dall’argomento che sta scaldando più gli animi nella Ue: la “purga” di Malgorzata Gersdorf, presidente della massima autorità giudiziaria, costretta alle dimissioni insieme a un terzo dei colleghi da una norma che impone la pensione dei giudici a 65 anni anziché a 70 anni. Un provvedimento che viola l’indipendenza del potere giudiziario, aggiungendosi alle pressioni già contestate su libertà di informazione e diritti civili.

Morawiecki non ha citato esplicitamente il caso, ma il riferimento è sembrato chiaro: «Ogni Stato costruisce il suo sistema giudiziario a seconda delle sue tradizioni» ha detto Morawiecki, anticipando la risposta alle critiche che gli sono piovute addosso dopo il suo discorso. Il primo ministro ha anche accusato fra le righe Bruxelles di «populismo proeuropeo» in polemica contro la decisione di tagliare i fondi strutturali a chi rifiuta di accogliere migranti, rivendicato la sua vicinanza a Donald Trump (ricordando che «sono gli Stati Uniti ad aver sconfitto il comunismo») e chiesto un aumento delle spese in armamenti alla Nato.

Le critiche: se violate stato di diritto riguarda l’Europa, non voi
Morwiecki ha infilato nel suo discorso diversi cenni alla «importanza dell’integrazione europea» e al suo pedigree di vicinanza a Bruxelles, spingendo anche su temi popolari come la cooperazione fiscale contro l’elusione («Perdiamo 200 miliardi di euro l’anno», «Serve digital tax»), investimenti green e trasformazione energetica. Ma il suo debutto non ha convinto buona parte dei parlamentari, preoccupati dalla svolta autoritaria che starebbe prendendo piede a Varsavia. Il commissario Valdis Dombrovskis ha attaccato la rivendicazione di “sovranità giudiziaria” avanzata dal primo ministro polacco: «Non possiamo stare con le mani in mano - ha detto - Se violate lo Stato di diritto riguarda l’Europa, non solo voi». Il socialdemocratico Udo Bullman ha definito «inaccettabile» la proposta di militarizzazione delle frontiere, accusando la Polonia di minare i fondamenti stessi della Unione europea.

Critiche anche dai popolari, con un appello del bavarese Manfred Weber («L’Europa degli egoismi non persegue gli obiettivi della Ue») che ha scatenato qualche ironia. Weber è un esponente della Csu, il partito-gemello della Cdu tedesca che ha costretto Merkel a una stretta sui migranti. E la sua famiglia europea di riferimento sono appunto i Popolari, la forza che accoglie al suo interno Fidesz: il partito di Viktor Orbàn, il premier ungherese che guida – di fatto – il blocco di Visegrad.

Tensioni anche sui diritti delle donne e liberà dei media
Gli interventi si sono scaldati anche sui fronti di diritti delle donne e libertà dei media, due argomenti scivolosi quando si tira in ballo Varsavia. Tra le ferite aperte c’è la cancellazione delle sanzioni a Janusz Korwin-Mikke, l’eurodeputato polacco conservatore noto per aver dichiarato che «le donne dovrebbero guadagnare di meno perché sono meno intelligenti».

La replica: facciamo quello che hanno fatto altri
«Pensionare prima i giudici? Lo hanno fatto anche altri...». Morawiecki ha liquidato così le accuse degli europarlamentari sulla questione della “purga”, aggiungendo che «i giudici sono molto più indipendenti di prima. Prima di parlare guardate cosa succede». Una replica diretta all'accusa avanzata dal liberale ed ex premier belga Guy Verhofstadt sul «controllo politico della magistratura». Il copione è identico a quello usato ppoi per replicare alle critiche ricevute su parità di genere («Noi i primi a “concedere” parità alle donne») e ingerenze governative sui media: «Semmai è il contrario, sono tutti sbilanciati verso di noi – ha detto – La democrazia in Polonia non è mai stata viva come in questo momento».

Tajani: se andiamo con Visegrad motto sarà «Ultimi gli italiani»
«Prima gli italiani? Sostenendo i nazionalismi il risultato sarà “ultimi gli italiani”». Il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani ha risposto così alle domande dei cronisti dopo la conferenza stampa con il primo ministro polacco Morawiecki. Tajani si riferisce all'avvicinamento dell'Italia al blocco di Visegrad, bocciata come un'intesa «contro l'interesse del paese». A rischio ci sarebbe soprattutto lo sviluppo della riforma di Dublino, il piano affossato dai voti sfavorevoli dello stesso “blocco dell'Est” sostenuto dal nostro ministro degli Interni Matteo Salvini. In questa ottica, Tajani spera di poter contare proprio sulla Polonia come «mediatrice» con l'Ungheria di Viktor Orban, fra le principali avversarie di qualsiasi politica di redistribuzione dei migranti in Europa.

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