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L’Eba spara a zero su Malta e le sue attività di riciclaggio

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la finanza opaca dell’isola

L’Eba spara a zero su Malta e le sue attività di riciclaggio

Dall’Autorità bancaria europea arriva una nuova e pesante bordata contro Malta. Dopo un’approfondita inchiesta, l’Eba ha accusato la Financial Intelligence Analysis Unit (ente maltese che dovrebbe vigilare sul rispetto delle norme antiriciclaggio) di «carenze gravi e sistematiche» nella sorveglianza sul traffico di denaro sporco. Al centro dell’inchiesta dell’Eba c’è la famigerata Pilatus Bank, l’istituto di credito su cui stava indagando Daphne Caruana Galizia, la giornalista uccisa da un’autobomba il 16 ottobre 2017 dopo aver portato alla luce la corruzione politica e le tecniche di riciclaggio dell'isola a sud della Sicilia.

Pochi mesi dopo l’omicidio della giornalista (i cui veri mandanti sono ancora ignoti), l’Fbi ha arrestato negli Stati Uniti il fondatore ed ex amministratore delegato della banca maltese, Ali Sadr Haaheminejad, 38enne di origine iraniana, per il suo coinvolgimento in una maxioperazione per eludere le sanzioni all’Iran facendo arrivare dal Venezuela a società controllate da Teheran più di 115 milioni di dollari. Quando il 20 marzo 2018 sono scattate le manette ai polsi dell’uomo d'affari iraniano, la polizia federale statunitense gli ha notificato i capi d’accusa: frode, truffa bancaria e riciclaggio di denaro sporco.

Solo dopo l'arresto di Haaheminejad negli Stati Uniti (quindi mesi dopo l’omicidio della giornalista) le autorità maltesi si sono decise a congelare le attività di Pilatus Bank, che in pancia aveva numerosi conti correnti riconducibili a società iraniane e dell'Azerbaijan. Esattamente come aveva documentato a suo tempo Daphne Caruana Galizia, rivelando che tra i conti della Pilaus c’erano quelli del presidente azero Ilham Alivey e del suo ministro Kamaladdin Heydarov.

L’Eba accusa apertamente la Financial Intelligence Analysis Unit di aver aperto un’inchiesta sulle potenziali violazioni antiriciclaggio della Pilatus Bank chiusa frettolosamente nel settembre 2016 «senza imporre alcuna sanzione o considerare altre misure di supervisione». Non solo: l’organo di “intelligence finanziaria” maltese non si è nemmeno preso la briga di condurre un ispezione negli uffici dell’istituto di credito sospetto, «senza giustificare la propria inazione», come scrive nero su bianco l’Eba.

L’Autorità bancaria europea presieduta dall’italiano Andrea Enria sta indagando anche sull’organismo di regolamentazione finanziaria locale, la Malta Financial Services Authority, che a suo tempo conferì la licenza per operare alla Pilatus Bank. E ha dato all’organo di “intelligence” finanziario dell’isola un ultimatum: dieci giorni lavorativi di tempo per notificare all’Eba come intende concretamente muoversi per migliorare la vigilanza antiriciclaggio dell’isola.

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