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Grecia, Tsipras festeggia a Itaca la fine del bailout: «Chiusa la…

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messaggio del presidente

Grecia, Tsipras festeggia a Itaca la fine del bailout: «Chiusa la nostra Odissea»

Ha voluto «drammatizzare» l’uscita del suo Paese da più di otto anni di tutela per debiti con un viaggio a Itaca: dall’isola di Ulisse ha proclamato la «fine dell’Odissea dei giorni nostri» e «il giorno della liberazione». Ovviamente senza giacca e cravatta, in camicia bianca su sfondo panoramico, Alexis Tsipras si è rivolto alla Nazione con un discorso teletrasmesso in cui ha inquadrato nell’epica nazionale – e non nella tragedia – il quasi decennio di austerità seguito alla perdita dell’accesso ai mercati finanziari che ha comportato il più grande e controverso salvataggio finanziario della storia.

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I greci non saranno «mangiatori di loto»
L’ex ragazzo della sinistra radicale – dimostratosi più pragmatico di quanto ci si potesse aspettare – ha assicurato che non saranno dimenticate le lezioni apprese in una delle fasi più difficili della tanto tormentata storia moderna del Paese. Con una stoccata alle opposizioni, tra le molte metafore omeriche utilizzate ha escluso che i greci saranno «mangiatori di loto»: non saranno dimenticate le cause, o le persone che hanno condotto il Paese nel tunnel del bailout da cui lui è riuscito a tirarlo fuori. La metafora dell’Odissea era già stata utilizzata da George Papandreou nel 2010 proprio per annunciare la necessità per la Grecia di essere salvata da altri, come avvio di un tempestoso percorso (in predicato di finire bene).

Campagna elettorale al via
Ma da Itaca oggi non emerge solo un simbolismo storico-letterario: inizia la campagna elettorale. Il voto è atteso al massimo per il settembre 2019, ma secondo molti analisti sarà anticipato a maggio, ovvero in tandem con elezioni regionali ed europee. Tsipras è stato messo in forti difficoltà dalle polemiche per la gestione dei devastanti incendi di fine luglio nell’Attica orientale. Pare pronto a rilanciare l’azione politica sia con un rimpasto di governo sia con l’annuncio – atteso alla Fiera di Salonicco ai primi di settembre – delle prime misure autonome post-bailout. Secondo le anticipazioni, Tsipras dovrebbe modificare alcuni dei capitoli più odiosi dell’era Troika, aumentando i salari minimi e introducendo più spazi per la contrattazione collettiva, oltre a cercare di riequilibrare i carichi fiscali per spronare la crescita.

Nuova Democrazia all’attacco
L’opposizione di Nuova Democrazia – data per favorita nei sondaggi – lo accuserà certamente di populismo, e proverà poi a vincere alle urne spingendo il tasto nazionalista (per esempio opponendosi all’accordo con la Macedonia, che il 30 settembre sarà oggetto del primo passaggio fondamentale, ossia un referendum popolare a Skopje). Se Tsipras dovesse largheggiare – per esempio rimangiandosi i nuovi tagli alle pensioni a lui richiesti per la concessione dell’ultimo sollievo sul debito -, il fronte dei creditori europei comincerà assai presto a interrogarsi sulla solidità degli impegni presi da Atene per una rigorosa disciplina fiscale che dovrebbe prolungarsi – con costanti avanzi primari del bilancio statale - addirittura fino al 2060.

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