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Weidmann alla Bce? Merkel cambia linea: meglio un tedesco alla guida…

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La ricostruzione di «Handelsblatt»

Weidmann alla Bce? Merkel cambia linea: meglio un tedesco alla guida della Commissione Ue

Angela Merkel cambia linea: meglio un presidente tedesco per la Commissione Ue che Weidmann alla Bce (Ap)
Angela Merkel cambia linea: meglio un presidente tedesco per la Commissione Ue che Weidmann alla Bce (Ap)

Jens Weidmann avrebbe dato la propria disponibilità come candidato tedesco alla successione di Mario Draghi. Ma l’idea di mandare a Bruxelles il presidente della Bundesbank, che il Sud Europa notoriamente bolla come «falco», non convincerebbe fino in fondo neppure la cancelliera: e dunque, più che all’Eurotower, Angela Merkel sarebbe interessata a questo punto a ottenere un tedesco alla presidenza della Commissione Ue, come successore di Jean-Claude Juncker. A scriverlo, confermando quanto pubblicato sul Sole 24 Ore il 29 luglio scorso, è l’Handelsblatt on line, che individua una rosa di possibili nomi.

Si va dal presidente del Ppe Manfred Weber - della Csu di Horst Seehofer, opzione che già circola a Bruxelles insieme al negoziatore della Brexit Barnier - la ministra della Difesa Ursula von der Leyen, o il ministro dell’Economia Peter Altmaier, entrambi della Cdu. Quest’ultimo sarebbe inoltre l’unico a non aver ancora cambiato casa, da quando è entrato al governo, annota il portale del quotidiano maliziosamente. È pronto per il trasloco? Le indiscrezioni dell’Handelsblatt si basano sulle parole di un rappresentante di alto rango del governo che ha dichiarato: «La priorità per Merkel è la presidenza della Commissione Ue, non la Bce». La cancelliera apprezza molto le competenze di Weidmann, che è stato fra l’altro un suo ex collaboratore, ma la figura del banchiere tedesco, per anni vera e propria spina nel fianco alle politiche espansive di Draghi, è invisa ai paesi del Sud Europa: «In Italia rispondono “lui, mai” a ogni colloquio», cita il giornale vicino alle imprese, ricordando la netta avversione di Roma. In un momento politicamente complesso come questo trovare il giusto equilibrio è certamente importante.

E Hb fa un punto anche sui diversi possibili candidati francesi alla Bce, da Francois Villeroy de Galhau a Benoit Coeurè. «Come jolly Macron avrebbe anche Christine Lagarde», aggiunge. Il ragionamento in cancelleria - anche se ovviamente non vi è alcuna conferma - partirebbe dalla constatazione che, proprio alla luce dell’indipendenza della Bce, nella quale i tedeschi credono, si otterrebbe ben poco conquistando Francoforte. Anche se la guida dell’Eurotower sarebbe a questo punto quasi un diritto: finora (dal 1998) a conquistarla sono stati un olandese, un francese e un italiano. Merkel riterrebbe però che Berlino possa giocare meglio il suo ruolo, in una posizione politica, per la quale fra l’altro può contare su diversi candidati. Del resto proprio la cancelliera ha recentemente sottolineato, scrive ancora Handelblatt, che la Germania debba in futuro pensare l'Europa in modo diverso, ridimensionando la prospettiva economica. «Difficile conciliare questa impostazione - rileva Hb - mandando dalla Germania il più alto esponente della politica monetaria dell’eurozona».

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