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Rohingya, Onu: «I leader birmani siano incriminati per…

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il rapporto della commissione

Rohingya, Onu: «I leader birmani siano incriminati per genocidio»

I leader militari birmani devono essere incriminati per genocidio e crimini di guerra contro la minoranza musulmana dei Rohingya. Almeno secondo quanto sostiene il rapporto della missione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite creata nel marzo 2017. Secondo gli ispettori dell’Onu, a essere indagato e perseguito deve essere anche il comandante in capo Min Aung Hlaing. La missione d’inchiesta ha tra le altre cose documentato uccisioni di massa, stupri e altre gravi violazioni nei confronti dei musulmani Rohingya da parte dei soldati negli stati di Rakhine, Kachin e Shan.

Il premio Nobel Aung San Suu Kyi nel mirino degli ispettori Onu (Epa)

E ce n’è anche per la leader birmana Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace 1991: secondo la commissione, infatti, «non ha usato la sua posizione di capo del governo de facto, né la sua autorità morale, per arginare o impedire gli eventi in corso nello stato di Rakhine» contro i Rohingya, sostiene il rapporto appena reso noto. Le autorità civili birmane - si legge nel documento - avevano poco margine, ma «attraverso le loro azioni e omissioni, le autorità civili hanno contribuito alla commissione dei crimini atroci».

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