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Tria ai cinesi: Italia sbocco naturale della Via della Seta

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la missione a pechino del ministro dell’economia

Tria ai cinesi: Italia sbocco naturale della Via della Seta

PECHINO - L'Italia può essere lo sbocco europeo naturale della Nuova Via marittima della Seta con i suoi porti dell'Adriatico settentrionale e del Tirreno del nord. È il messaggio che il ministro dell'economia Giovani Tria ha lanciato in una serie di incontri a Pechino con i vertici di alcuni colossi finanziari e industriali cinesi, ai quali ha proposto l’Italia come partner affidabile nella megainiziativa Belt and Road per la realizzazione di grandi infrattrutture dall'Asia orientale all'Europa.

Con il direttore del Silk Fund Road, Wang Yanzhi, Tria ha parlato anche di possibili collaborazioni delle nostre imprese in Paesi terzi lungo la via della Seta. L'interesse per i porti italiani è noto, ma sono noti anche ritardi e resistenze che hanno indotto il dinamismo cinese a rivolgersi altrove nel Mediterraneo, dove l'hub commerciale cinese è diventato il porto del Pireo e sono programmati investimenti in porti di altri Paesi che si affacciano sull'Adriatico.

Ai rappresentanti di grandi gruppi bancari e finanziari - dal presidente della China Construction Bank, Tian Guoli, al presidente della China Investment Corporation, Tu Guangshao- il ministro ha inviato messaggi rassicuranti sull'affidabilità finanziaria del nostro Paese, in un momento di instabilità e tensioni sui mercati che potrebbero salire. Oggi e domani ultima tappa della missione a Shanghai, dove il ministro visiterà tra l’altro la Borsa. Quasi in contemporanea con l’emissione del temuto giudizio di Fitch su rating e outlook del nostro debito.

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