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Terremoto in Hokkaido: «Così soccorro gli stranieri»

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la testimonianza di un italiano a sapporo

Terremoto in Hokkaido: «Così soccorro gli stranieri»

Si era appena trasferito a Sapporo, novello sposo. Da una decina d'anni va e viene dal Sol levante ed era convinto che nell'isola settentrionale dell'Hokkaido sarebbe stato meno esposto, rispetto ad altre zone del Paese, al rischio terremoti. Invece alle 3 di questa notte, Pier Giorgio Girasole, 25 anni, torinese, interprete-traduttore, è stato svegliato da un sisma di magnitudo 6.7, nella sua casa al quartiere Kita, a nord della stazione. «La cosa che mi ha più impressionato è stato il fatto che i mobili sono caduti – dice al telefono – E il buio che è calato sulla città». Una mancanza di luce per 5,3 milioni di residenti.

Le autorità hanno anticipato che ci vorrà probabilmente una settimana per il ripristino completo dell’elettricità, dopo un terremoto il cui bilancio provvisorio è di almeno 7 morti, 33 dispersi e oltre 300 feriti. Il premier Shinzo Abe ha annunciato che 25mila esponenti delle Forze di autodifesa saranno impiegati nelle operazioni di soccorso, in aggiunta ai team locali di protezione civile. Non desta timori la centrale nucleare di Tomari, che non era operativa: tuttavia, ha dovuto ricorrere ai generatori di emergenza per ben 10 ore: pur essendo chiusa dai tempi dell'incidente di Fukushima del 2011, ha bisogno di elettricità per i sistemi di raffreddamento.

«La mia sensazione è che in queste zone il livello di preparazione ad affrontare eventi di questo tipo sia inferiore ad altre zone del Paese, probabilmente perche' venivano considerate meno sismiche – afferma Girasole – Ci siamo ritrovati tutti in strada alle 3 di notte, ma non sapevamo dove andare». Data la sua perfetta conoscenza della lingua, Girasole in tarda mattinata è stato “precettato” immediatamente dalla direttrice di una scuola elementare nella cui palestra hanno trovato rifugio oltre 200 persone, tra cui molti anziani e famiglie con bambini piccoli. «Mi hanno nominato sul campo coordinatore-interprete per venire incontro alle esigenze degli stranieri – dice – Ce ne sono un buon numero. La vicina università ospita numerosi ricercatori venuto dall'Estero, mentre non mancano i turisti. Io stesso ho accompagnato alla palestra due backpackers canadesi che si sentivano perduti. Non avevano un hotel dove andare e non incontravano nessuno che sapesse parlare inglese».

Mancano luce e cibo
La situazione è difficile per i trasporti (i voli sono cancellati). «Soprattutto, però, i negozi di alimentari sono stati svuotati: non si trova più niente, c'è stato un vero e proprio accaparramento. Per fortuna alcuni impiegati di una fabbrica Panasonic sono riusciti a portare alla palestra molte confezioni di ramen istantaneo. A differenza dell'elettricità, il gas funziona, quindi si può scaldare l'acqua». Soprattutto gli anziani, hanno paura di tornare a casa per passare una notte al buio e magari senza cibo. «Ci sono due famiglie egiziane, con donne velate – continua Girasole – la direzione ha assegnato un'aula solo per le famiglie musulmane, in modo che abbiano la loro privacy. Alla quale tengono assai più degli altri».

Saranno lunghi giorni di lavoro per Girasole, che magari rifletterà sul titolo della sua tesi di laurea in comunicazione interculturale sull'urbanistica giapponese, selezionata per la pubblicazione: il titolo è “Caos Ordinato” (Robin Edizioni). Nella palestra di Sapporo, si vive l'emergenza. Ma la raccolta differenziata dei rifiuti è scrupolosamente osservata.

Borsa in calo
Il premier Shinzo Abe ha annunciato che 25mila esponenti delle Forze di autodifesa saranno impiegati nelle operazioni di soccorso, in aggiunta ai team locali di protezione civile. Non desta timori la centrale nucleare di Tomari, che non era operativa: tuttavia, ha dovuto ricorrere ai generatori di emergenza per ben 10 ore: pur essendo chiusa dai tempi dell'incidente di Fukushima del 2011, ha bisogno di elettricità per i sistemi di raffreddamento. Il terremoto è avvenuto mentre il Paese si stava riprendendo dalle conseguenze del tifone Jebi, che ha causato 11 morti, centinaia di feriti e la temporanea paralisi dell'aeroporto Kansai di Osaka. A luglio c'erano state vaste inondazioni che avevano costretto Abe a cancellare la visita a Bruxelles per la firma del Trattato di libero scambio con l'Unione Europea. Per quasi tutta l'estate, inoltre, un caldo torrido ha investito l'arcipelago. Oggi la Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso dello 0,4%, appesantita dal cedimento del titolo di Hokkaido Electric (-6,4%), che ha chiuso per precauzione le sue centrali a combustibili fossili.

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