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Spitz, «Alla Ue servono leadership e mobilitazione». Elezioni…

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Spitz, «Alla Ue servono leadership e mobilitazione». Elezioni cruciali

L’Europa deve avere paura di un’Italia con questo Governo? «L’Europa deve avere paura di se stessa. È riuscita a costruire uno spazio che dal punto di vista storico è un successo che il mondo ci invidia. Ma l’Europa ha il problema di un’identità che la impersoni, ha un problema di leadership fin dai tempi di Jacques Delors», risponde Bernard Spitz, presidente del polo internazionale ed europeo del Medef, l’associazione francese degli imprenditori e presidente della Federation Francaise de l’Assurance. Una volta – ricorda Spitz in un colloquio con Radiocor a margine del Workshop Ambrosetti a Cernobbio – «Henry Kissinger disse: ‘Europa, a chi devo telefonare?’. Oggi non c’è nessuno, il telefono non risponde, ammesso che ci sia qualcuno interessato a chiamare».

Se non c’è una leadership, la «Ue diventa solo un’entità amministrativa». L’Europa - è la sottolineatura - ha tanti successi che non dobbiamo dimenticare: l’Euro, i grandi progetti come Airbus o Galileo, il Cern o ancora le alleanze industriali franco-italiane come Fincantieri e Naval Group. «Nel futuro la nostra sovereignty digitale, monetaria e commerciale nei confronti della Cina e degli Stati Uniti dipenderà dalla nostra unità", aggiunge Spitz. La Ue «non deve avere paura dell’Italia in quanto tale, perché è un Paese fondatore e l’Europa ne ha bisogno». Ma le questioni che sono sollevate dagli elettori italiani e da altri in Europa, non sono sbagliate: la disoccupazione «crea angoscia», così come l'impatto delle nuove tecnologie e l’immigrazione che viene percepita come incontrollabile creano angoscia, è l'analisi. Le persone vogliono risposte rapide, bisogna accompagnarle, insegnare loro a dominare le paure, altrimenti ne diventano prigioniere e, intanto, «l’Europa perde la sua anima».

C'è stato da parte dell'Europa e delle sue élite un accumulo di errori e il mancato riconoscimento delle priorità delle persone e della loro identità. Ci sono posti dove l’immigrazione viene percepita con grande angoscia anche se – rileva Spitz - non c’è alcun migrante. Se il messaggio è ripetuto, se passa sempre sui social media, «si crea un’ossessione». L’importante è far capire alle persone che vengono ascoltate, «altrimenti quella che era chiamata la maggioranza silenziosa, si vendica». Se pongono il problema dell’immigrazione, non si può tacciarle di xenofobia o razzismo, perché allora vanno da chi le ascolta. «L’Europa non ha fatto abbastanza su questo e adesso è normale che sia sanzionata», spiega Spitz. Adesso, oltre alle risposte e all'ascolto che le persone chiedono, «soprattutto serve una vera leadership. Ci vuole un presidente della Commissione che possa impersonare qualcosa in cui si possano riconoscere i cittadini europei». In questa situazione così complicata, «le elezioni europee sono straordinariamente importanti e pericolose». Il problema è anche che i Governi che hanno basato le loro fortune politiche sulle critiche alla Ue, non hanno alcun interesse a tentare di sistemare le cose prima delle elezioni.

L'Unione Europea è sotto assedio?

«L'Europa corre un grosso rischio se non ci sarà una vera mobilitazione nei prossimi mesi». Il Medef, dal canto suo, ha lanciato l’iniziativa ‘Merci l’Europe’ (Grazie Europa, ndr), per mostrare cosa possono fare le imprese per sostenere l’idea di Europa. Confindustria e l'associazione francese lavorano insieme sull’iniziativa e anche la Bdi tedesca, annuncia il rappresentante del Medef. «Ne parleremo insieme in ottobre. Bisogna fare tutto perché l’Europa cambi – conclude Spitz. - La critica all’Europa è giustificata su molti punti, ma si vivrebbe decisamente meno bene senza Europa».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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