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Putin ad Abe: «Facciamo la pace!». Ma il Giappone…

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verso il trattato

Putin ad Abe: «Facciamo la pace!». Ma il Giappone chiede di risolvere il contenzioso territoriale

A sorpresa, Vladimir Putin ha proposto al premier Shinzo Abe di concludere un trattato di pace tra Russia e Giappone entro fine anno «senza precondizioni», lasciando a successivi negoziati la soluzioen delle questioni in sospeso. Lo ha fatto a Vladivostok, nel corso dell'Eastern Economic Forum, strappando applausi all'audience.

Ma Abe non ha risposto alla singolare apertura del presidente russo ed è molto improbabile che accetti di concludere un formale trattato di pace senza aver risolto la questione che finora ne ha impedito la firma. Tokyo infatti rivendica la sovranità su quattro isole a nord dell'Hokkaido (Etorofu, Kunashiri, Shikotan e Habomai: Kurili meridionali per Mosca, Territori Settentrionali per il Giappone) che l'Armata Rossa occupò nelle ultime settimane della seconda guerra mondiale (la Russia dichiarò guerra al Giappone solo il 7 agosto 1945).

VIDEO/Tokyo, il giorno contro la Russia: ridateci le nostre isole!

Il Capo di Gabinetto Yoshihide Suga a Tokyo ha sottolineato che «non c'è assolutamente alcun cambiamento nella nostra posizione» secondo cui va risolto il problema della sovranità sulle isole prima di un trattato di pace. Così sembra destinata a perdurare l'anomala situazione lamentata da entrambi i leader: Russia e Giappone hanno ripreso le relazioni diplomatiche dal 1956 ma senza aver firmato la pace. Una situazione che impedisce anche un più forte decollo delle relazioni economiche tra i due Paesi, nonostante grandi interessi reciproci e complementari (soprattutto in termini di scambio tra energia e tecnologie).

Resta lunga la strada per un trattato di pace Russia-Giappone

Un altro sviluppo importante che arriva da Vladivostok è l'annuncio di un netto miglioramento delle relazioni tra Giappone e Cina. Abe si recherà a Pechino in ottobre, mentre il presidente Xi Jinping andrà in Giappone l'anno prossimo (probabilmente, però, solo nell'ambito del vertice G20). Per Abe, le visite reciproche porterà a «un rafforzamento delle relazioni bilaterali a un nuovo livello», archiviando gli straschi delle tensioni iniziate nel 2011, quando il governo Noda “nazionalizzo'” le isole Senkaku (acquistandone una parte da soggetti privati giapponesi). Isolette disabitate rivendicate dalla Cina, che reagì alla mossa anche con un boicottaggio di prodotti commerciali nipponici..

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