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accordo con la turchia

Siria, la Russia sospende l’offensiva sull’ultimo bastione ribelle

Una speranza per Idlib. L’aveva promessa il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, prima di incontrare lunedì a Sochi - la seconda volta in pochi giorni - il presidente russo Vladimir Putin. Al termine del colloquio, i ministri della Difesa di Russia e Turchia - Serghej Shoigu e Hulusi Akar - hanno firmato un’intesa che dovrebbe compiere il miracolo di evitare una crisi umanitaria nell’ultimo bastione rimasto sotto il controllo dei ribelli in Siria. Russi e turchi istituiranno una “zona cuscinetto”, smilitarizzata, nella Siria nord-occidentale, non lontano dal confine con la Turchia.

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Ai miliziani radicali jihadisti, alcune decine di migliaia che a Idlib si mescolano ai tre milioni di rifugiati venuti da tutta la Siria, verrà chiesto di arrendersi e di lasciare la città, a cui verrebbe risparmiata l’offensiva da cui il presidente siriano Bashar Assad si aspetta ormai la vittoria finale nella guerra che dal 2011 a oggi è costata la vita a mezzo milione di persone.

«Non ci sarà un’offensiva», ha detto il ministro russo Shoigu citato dall’agenzia Tass. Come ha spiegato Putin in conferenza stampa accanto a Erdogan, in base all’accordo tutte le armi pesanti dovranno essere ritirate entro il 10 ottobre dalla zona cuscinetto: una zona ampia dai 15 ai 25 km, che dal prossimo 15 ottobre sarà pattugliata da unità mobili di militari russi e turchi.

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Prima di partire per il Mar Nero, Erdogan aveva parlato di giorni di relativa calma nella regione: il presidente turco è radicalmente contrario all’idea di un’offensiva su Idlib, che rilancerebbe sul confine turco una nuova ondata di profughi oltre ai 3,5 milioni che la Turchia già ospita. La battaglia di Idlib comporta anche il rischio di un intervento militare occidentale in Siria, perché Stati Uniti e Francia hanno già chiarito che non resteranno a guardare se Assad dovesse ricorrere ad armi chimiche contro i ribelli.

Il rinvio di un’offensiva non esclude che Assad e i suoi alleati non intendano sradicare il «nido di terroristi» che gruppi come il Fronte al-Nusra hanno costituito a Idlib. I «gruppi radicali» verranno eliminati, concordano Putin ed Erdogan.

Il piano sarebbe dunque di separare i miliziani dalla popolazione civile: «Il nostro governo - ha detto l’ambasciatore siriano alle Nazioni Unite a Ginevra - vuole dare priorità alla riconciliazione e compiere tutte le misure necessarie per assicurare corridoi umanitari, proteggere i civili e assisterli in cooperazione con le agenzie umanitarie». Questo approccio, ha detto Putin a Sochi, ha il sostegno di Damasco: «Consentirà alla pace di ritornare sul suolo siriano».

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