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Apple restituisce all’Irlanda 14,3 miliardi (ma Dublino non li…

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Apple restituisce all’Irlanda 14,3 miliardi (ma Dublino non li vuole)

Manifestanti a Dublino chiedono che il governo irlandese accetti il pagamento dei 13 miliardi (più interessi) da parte di Apple (Reuters)
Manifestanti a Dublino chiedono che il governo irlandese accetti il pagamento dei 13 miliardi (più interessi) da parte di Apple (Reuters)

A due anni dalla stangata record imposta ad Apple dalla Commissione europea, il colosso di Cupertino ha versato al governo irlandese i miliardi di tasse arretrate non corrisposte: 13,1 più gli interessi, per un totale di 14,3 miliardi.

Ma Dublino li terrà da parte in un fondo di garanzia, in attesa che la Corte generale dell’Unione europea si pronunci sul ricorso presentato dallo stesso governo irlandese e da Apple contro il provvedimento: un’ingiunzione di pagamento definita da entrambi ingiusta. L’Irlanda però può intanto incassare la promessa, da parte della Commissione Ue, che sarà stralciata la denuncia presso la Corte di giustizia presentata nei suoi confronti per i ritardi nel recupero della somma.

Un’indagine durata due anni
Un passo indietro si impone. Ad agosto del 2016 l’Antitrust europeo concluse un’indagine durata oltre due anni su due “tax ruling”, accordi fiscali tra Apple e Dublino del 1991 e del 2007, che fissavano gli utili imponibili di due società di diritto irlandese appartenenti al gruppo Apple. Per la Commissione, grazie a questi accordi, equiparati ad aiuti di Stato, e alla particolarità del diritto tributario irlandese, la multinazionale Usa aveva ottenuto vantaggi fiscali illegali, finendo per pagare su gran parte degli utili registrati fuori dagli Stati Uniti non la già favorevole corporate tax irlandese (12,5%), ma percentuali via via ridotte, fino allo 0,005% del 2014. Accuse respinte da entrambe le parti, che hanno sempre sostenuto che il trattamento concesso a Apple era in linea con la legislazione irlandese ed europea.

L’accordo con Apple
A dicembre dell’anno scorso però, dopo il deferimento da parte della Commissione per i mancati introiti, Dublino e Apple si erano accordate per iniziare a raccogliere la somma a partire da quest’anno. Ora la procedura è stata completata. «Sebbene il governo sia in sostanziale disaccordo con ’analisi della Commissione e chieda un annullamento di quella decisione - ha dichiarato il ministro delle Finanze Pascal Donohoe - come membro serio dell’Unione europea, abbiamo sempre confermato che avremmo recuperato il presunto aiuto di Stato». «Alla luce del pagamento completo da parte di Apple dell’aiuto di Stato ricevuto - ha risposto a stretto giro di posta un portavoce della Commissione - la commissaria Margrethe Vestager proporrà al Collegio dei commissari il ritiro della denuncia» nei confronti di Dublino presentata alla Corte di giustizia europea.

Il paradosso
L’Irlanda ha affidato la gestione del fondo di garanzia ad Amundi, BlackRock Investment Management and Goldman Sachs Asset Management che - ha precisato ancora il ministro - faranno investimenti a basso rischio, tutelando i contribuenti irlandesi. Fa un certo effetto, come già accadde due anni fa, vedere un governo rinunciare a utilizzare una somma che, per l’erario irlandese, equivarrebbe a un budget sanitario. Non bisogna dimenticare però la posta in gioco che Dublino difende appellandosi alla decisione: la sua attrattività per multinazionali del calibro di Apple, vera ricetta del successo irlandese e della rinascita dopo la grave crisi economico-finanziaria seguita allo scoppio della bolla immobiliare.

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