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Ecco la War Room di Facebook, qui dentro si combatterà la…

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scrive il nytimes

Ecco la War Room di Facebook, qui dentro si combatterà la disinformazione

A metà strada tra l'edificio 20 e l'edificio 21, nel cuore del campus di Facebook, è in costruzione una sala conferenze di novanta metri quadri. È la “War Room”, la stanza della guerra, dove un team di esperti lotterà ogni giorno contro le fake news che potrebbero impattare sul risultato delle elezioni.

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Lo racconta il New York Times, che scrive di cavi blu che pendono dal soffitto, pronti per essere attaccati a monitor di computer, di una parete con sei grandi televisori sintonizzati su CNN, MSNBC, Fox News e altre reti principali, di un piccolo cartello incollato alla porta di con scritto “War Room”.

Qui dentro, un gruppo di una ventina di persone (fra ingegneri e scienziati) coordinerà un team più grande che ha un solo obiettivo: combattere la disinformazione, monitorare le notizie false e cancellare gli account falsi che cercano di influenzare gli elettori prima delle elezioni (le prossime sono quelle brasiliane e quelle di Midterm negli Stati Uniti). Un lavoro che sarà coadiuvato da algoritmi di intelligenza artificiale sviluppati dagli ingegneri di Menlo Park. Ma in questa guerra senza confini e senza sosta, l'apporto umano è ancora determinante. E Facebook vuole essere pronto a combatterla.

L'azienda di Mark Zuckerberg ha pagato un conto salatissimo, nel corso dell'ultimo anno, a causa delle campagne di fake news che sono state veicolate attraverso Facebook in occasione delle elezioni presidenziali americane che hanno portato alla Casa Bianca Donald Trump. Il Ceo si è visto costretto ad ammettere il problema e a quantificarlo, dichiarando che tra il 2015 e il 2017 circa 10 milioni di cittadini americani sono stati raggiunti da annunci politici contenenti disinformazione. Ma il 2018 nero di Facebook ha avuto un altro scossone enorme, col caso Cambridge Analytica. Anche in questo caso sono entrati in gioco scenari a scopo elettorale.

Prova di forza
Ora, con le elezioni di medio termine statunitensi ormai prossime, Zuckerberg e i suoi vogliono accelerare i processi, dare una prova di forza e convincere il mondo che le fake news possono essere battute. E la “War Room”, che aprirà ufficialmente la prossima settimana, è un'operazione che va in questa direzione. «Questa stanza è un modo “proattivo” per costruire sistemi in previsione di attacchi» ha detto Greg Marra, product manager che lavora sul News Feed di Facebook. Le tempistiche, l'arredo, le mosse sono basate sul modello delle campagne politiche, con le task force allestite nelle ultime settimane prima del giorno delle elezioni. Un modo per dire: ci siamo anche noi, al di qua della barricata. Anche se la trincea non c'entra niente, con la “War Room”. A quanto pare, infatti, nella stanza della guerra arriveranno solo i problemi più grossi, mentre una prima linea offensiva opererà al di fuori da lì.

Fake News o nuove piste?
Quello che potrebbe succedere nelle prossime settimane, tuttavia, non è del tutto chiaro. Molti esperti sostengono, ad esempio, che la strategia dei manipolatori sia cambiata, e che le fake news non siano più il vero obiettivo. Le nuove tecniche potrebbero spingere verso altri lidi, per esempio aumentare la viralità di storie già in circolazione che parlano a un pubblico già schierato.
Nei giorni scorsi, con un lungo post sul blog ufficiale dell'azienda, Mark Zuckerberg aveva parlato di tutte le azioni intraprese per combattere le fake news e di come Facebook, oggi, sia preparata agli attacchi: «Abbiamo identificato e rimosso account falsi prima delle elezioni in Francia, Germania, Alabama, Messico e Brasile. - aveva scritto Zuckerberg - Abbiamo trovato e cancellato diverse tracce di tentativi, provenienti dalla Russia e dall'Iran, per interferire negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Medio Oriente e altrove, così come i gruppi in Messico e Brasile».

Il Ceo aveva anche ribadito che Facebook non era preparato a quanto accaduto sul social per le elezioni americane del 2016, ma aveva aggiunto che «oggi, siamo più preparati per questo tipo di attacchi» parlando di compito più difficile «perché affrontiamo avversari sofisticati e ben finanziati, che non si arrenderanno e continueranno ad evolversi». E a proposito di Intelligenza Artificiale, aveva detto che «con i progressi nell'apprendimento automatico, abbiamo costruito sistemi che bloccano milioni di account falsi ogni giorno, e in totale, abbiamo rimosso più di un miliardo di account falsi nei sei mesi tra ottobre e marzo». L'ultima frontiera, adesso, è la “War Room” che aprirà fra una settimana. Segno evidente che la guerra social è alle porte.

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