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Brexit, May sfida la Ue: «Inaccettabile il suo no, chiediamo…

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DOPO IL VERTICE DI SALISBURGO

Brexit, May sfida la Ue: «Inaccettabile il suo no, chiediamo rispetto»

LONDRA - Theresa May chiede rispetto. La premier britannica ha reagito all'umiliazione subìta a Salisburgo con un attacco frontale ai leader dell'Unione Europea e al modo in cui hanno respinto le sue proposte per risolvere i problemi legati a Brexit.

GUARDA IL VIDEO / Tusk: il piano May per la Brexit “semplicemente non funziona”

In un discorso a Downing Street oggi pomeriggio, la May ha definito “inaccettabile” che i leader Ue abbiano respinto il suo piano senza offrire spiegazioni dettagliate e senza proporre alternative. «Ho sempre trattato la Ue con rispetto, - ha detto la premier. – La Gran Bretagna si aspetta altrettanto. Un buon rapporto alla fine dei negoziati dipende da questo».

Meglio nessun accordo di un pessimo accordo
La May ha continuato a difendere il suo piano presentato quest'estate a Chequers, che prevede un accordo di libero scambio con la Ue sulle merci ma non sui servizi o i capitali e mette fine alla libera circolazione delle persone.
Dato che la Ue lo ha respinto in modo così categorico, la premier si è detta pronta a optare per un “no deal”, un'uscita senza accordo. «Qualunque soluzione che non rispetta l'esito del referendum o che di fatto divide in due il nostro Paese sarebbe un pessimo accordo e io ho sempre detto che un no deal sarebbe meglio di un pessimo accordo», ha dichiarato.

«Nessuno vuole un buon accordo più di me, - ha detto. – Ma la Ue deve capire bene che non ribalterò il risultato del referendum e non dividerò il mio Paese. Dobbiamo impegnarci seriamente a risolvere i due grandi problemi dei negoziati. Siamo pronti a farlo».

Londra vuole mani libere per negoziare accordi con Paesi terzi
Il primo problema, ha spiegato, è che la Gran Bretagna non intende restare nell'unione doganale o nello spazio economico europeo perché altrimenti non potrebbe negoziare accordi commerciali con Paesi terzi e questo sarebbe un tradimento della volontà degli elettori di «riprendersi il controllo».

Il grande problema del confine tra le due Irlande
Il secondo problema è il confine interno irlandese. L'opzione di un accordo di libero scambio con la Gran Bretagna e regole diverse per l'Irlanda del Nord, che resterebbe di fatto nell'unione doganale e nel mercato unico, è politicamente inaccettabile perché dividerebbe il Regno Unito. «È una cosa che non solo io, ma credo nessun primo ministro britannico potrebbe mai accettare, e se la Ue la pensa diversamente fa un errore clamoroso», ha detto.

Spetta ora alla Ue farsi avanti con proposte costruttive, secondo la May: «Dobbiamo sentire dalla Ue quali sono i veri problemi e quale sarebbe la loro alternativa così possiamo discuterne, altrimenti non possiamo fare progressi».
Il presidente Ue Donald Tusk, in particolare, ha dichiarato a Salisburgo che le proposte britanniche non possono funzionare, ma «non ha spiegato in dettaglio come e non ha fatto alcuna proposta alternativa, quindi siamo a un'impasse, - ha obiettato la premier. - A questo stadio avanzato dei negoziati non è accettabile respingere le proposte altrui senza spiegazioni e senza controproposte».

I 3 milioni di cittadini Ue rsaranno tutelati in ogni caso
In un discorso molto duro, la premier ha riservato parole dolci solo per gli oltre tre milioni di cittadini Ue residenti in Gran Bretagna. Anche in caso di mancato accordo, ha assicurato, il suo Governo si impegna unilateralmente a tutelare il loro diritto a restare a vivere, studiare e lavorare nel Regno Unito. “Siete i nostri amici, i nostri vicini, i nostri colleghi, - ha detto. – Vogliamo che restiate.”
Lo spettro di un fallimento dei negoziati ha pesato sulla sterlina, che è arrivata a perdere l'1,5% sul dollaro e l'1,3% sull'euro, la peggiore performance giornaliera dall'inizio dell'anno.

Il tono di critica della May verso la Ue è stato gradito dal fronte pro-Brexit. Il deputato Jacob Rees-Mogg, uno dei maggiori critici del piano Chequers, ha lodato la “determinazione” mostrata dalla premier nel tener testa ai leader Ue.
Il leader dell'opposizione, il laburista Jeremy Corbyn, ha detto la “la strategia negoziale di Theresa May è stata un disastro. I Tories hanno passato più tempo a litigare tra di loro che a negoziare con la Ue. Ora i giochi politici devono finire perché un mancato accordo non è un'opzione accettabile.”

Sterlina in forte caduta
Le parole della premier, che lasciano presagire settimane molto tese in vista della scadenza del marzo 2019, hanno innervosito anche il mercato valutario, con la sterlina in netto calo sia sul dollaro che sull’euro. L'euro passa di mano a 0,8982 sterline (0,8876 ieri sera), mentre una sterlina vale 1,3085 dollari (contro 1,3265 alla vigilia). Si tratta della più forte caduta giornaliera della sterlina dal giugno 2017.

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