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IN ATTESA DI UN ALLENTAMENTO DELLE SANZIONI

Corea, corsa all’oro dei «chaebol»: mega-ditte pronte a investire al Nord

Le prospettive di una ripresa in grande stile delle collaborazioni economiche tra Corea del Sud e Corea del Nord hanno fatto un passo avanti nel contesto del terzo summit intercoreano svoltosi a Pyongyang settimana scorsa, ma tutto dipende dalle scelte dell’amministrazione Trump: i grandi conglomerati sudcoreani (chaebol) appaiono pronti a investire al Nord, su esplicito impulso del governo di Seul, ma non lo faranno se non saranno allentate le sanzioni internazionali perché altrimenti esporrebbero a forti rischi i loro business negli States.

La visita di Moon Jae-in a Pyongyang si è caratterizzata per la presenza di tutti i capi dei principali chaebol: un messaggio chiaro al leader Kim Jong un da parte del presidente sudcoreano sulle grandi possibilità che si aprirebbero per il Nord da una cooperazione economica bilaterale su vasta scala.

Se al summit di Singapore Donald Trump aveva mostrato ai nordcoreani un video in stile Hollywood sulle potenzialità di sviluppo di una Corea del Nord denuclearizzata, il presidente sudcoreano ha mostrato di non voler attendere la fine delle sanzioni internazionali per porre le fondamenta a un suo grande piano di integrazione economica tra le due Coree, che parte da progetti di nuovi collegamenti stradali e ferroviari e da un rilancio del turismo per spingersi verso futuri gasdotti, parchi industriali in zone speciali, investimenti minerari. I benefici sarebbero sia per il Nord sia per il Sud, come ha evidenziato un recente studio degli analisti di Samsung Securities, secondo cui «se la Corea del Sud combinasse la sua ricchezza e know-how industriale con le risorse naturali e umane della Corea del Nord, le economie di entrambe le nazioni potrebbero spiccare un grande salto in avanti sul lungo termine».

Ad accompagnare Moon c'era anche il vicepresidente e capo di fatto di Samsung, Lee Jae-yong, la cui condanna a 5 anni per corruzione in favore dell'ex presidente Park è stata di recente dimezzata e condonata. Lee ha detto al vicepremier Ri di sperare che l'incontro diventi una chance per costruire rapporti di fiducia e Ri ha replicato di sperare che Lee diventi «un uomo famoso nell'agevolare pace, prosperità e unificazione». In concreto, però, gli analisti sottolineano che sarà difficile per i chaebol, specie quelli che hanno un forte business negli Usa, muoversi prima di un netto allentamento delle sanzioni.

In concreto, finora il passo avanti è stata la recente apertura di un ufficio permanente di collegamento tra Sud e Nord a Kaesong, l’insediamento industriale congiunto (poco oltre il confine) aperto nel 2004 e chiuso nel 2016.
Moon ha anche una motivazione di politica interna per spingere verso una pacificazione formale con il Nord: secondo gli ultimi sondaggi, la sua popolarità è scesa al 49% rispetto a un picco dell'83 per cento. Una dinamica che gli esperti spiegano con la diffusa insoddisfazione per l’andamento dell’economia e in particolare con una insufficiente creazione di posti di lavoro. Per questo il presidente da un lato ha archiviato gli slogan elettorali per un ridimensionamento del potere dei chaebol, dall’altro spera in una spinta economica che deriverebbe dal decollo di progetti con il Nord, specialmente nel settore delle infrastrutture.

Ma l’ultima parola è di Trump. Il titolare della Casa Bianca ha elogiato il vertice intercoreano, ma Congresso e Pentagono frenano, temendo che il presidente - già orientatosi favorevolmente verso un secondo summit con Kim - faccia concessioni anche prima che Kim proceda in modo concreto allo smantellamento del suo arsenale nucleare. Nel frattempo, Kim pare contare soprattutto su un supporto da parte della Cina, il principale partner economico, le cui forti tensioni con Washington - ormai estesesi oltre il fronte puramente commerciale - possono giocare in suo favore.

Martedì, all’assemblea generale dell’Onu, il discorso di Trump è stato ben diverso da quello dell’anno scorso, quando agghiacciò il mondo con la minaccia di «distruggere totalmente» la Corea del Nord. Questa volta il presidente ha ringraziato Kim per il suo «coraggio e per i passi che ha intrapreso, sebbene molto rimanga da fare». E ha aggiunto che «le sanzioni resteranno in vigore finché non avvenga la denuclearizzazione». Il suo secondo vertice con il leader nordcoreano potrebbe essere annunciato «abbastanza presto», aveva detto Trump lunedì. Le grandi imprese sudcoreane, nell’attesa, affinano i piani per una nuova direttrice di business.

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