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Yakuza: giro di vite del Tesoro Usa sulla mafia giapponese

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Sanzioni per individui e societa’ affiliate

Yakuza: giro di vite del Tesoro Usa sulla mafia giapponese

Per la prima volta nelal storia, il Dipartimento del Tesoro Usa ha sanzionato società giapponesi riconducibili alla yakuza, la mafia nipponica. L’Office of Foreign Asset Control del Tesoro ha annunciato di aver imposto sanzioni, oltre che a quattro individui, a due società immobiliari di Kobe - Yamaki e Toyo Shinyo Jitsugyo - che, tra altre attività, posseggono e gestiscono il quartier generale della Yamaguchi-gumi, la più potente gang della mafia giapponese (che peraltro tre anni fa si è divisa in due fazioni rivali).

I boss messi nel mirino si chiamano Utao Morio, Chikara Tsuda, Yasuo Takagi e Katsuaki Mitsuyasu: figurano come dirigenti delle due società. Le sanzioni congelano ogni asset sotto la giuridizione americana di individui e aziende colpite e vietano a individui e società statunitensi di avere rapporti di business. Il Tesoro Usa aveva iniziato nel 2011 a prendersela con il crimine organizzato giapponese, inserendo la yakuza nell’elenco delle pericolose TCO (transnational criminal organizations) per la serie di traffici illeciti in cui è coinvolta sempre pià su scala internazionale: riciclaggio, traffico di droga e di armi, sfruttamento della prostituzione e traffico di essere umani, truffe, estorsioni ecc. Viene riconosciuto che la mafia giapponese «agisce globalmente» e ha relazioni con organizzazioni criminali in Asia, Europa e Americhe. Ad oggi il Tesoro ha sanzionato 21 individui, 5 cosche, due organizzazioni affiliate e due società ricnonducibili alla Yakuza.

Secondo i dati della polizia giapponese, il numero degli affiliati alla yakuza è sceso al minimo storico di 34,500 individui. Dal 2011 c’è stato un giro di vite anche in Giappone, dove però anche le organizzazioni criminali sono “regolate” più che proibite.

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