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Cina, capo Interpol indagato per tangenti. Era sparito tre giorni fa

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forse sotto Inchiesta

Cina, capo Interpol indagato per tangenti. Era sparito tre giorni fa

Pechino, 8 ottobre. Meng Hongwei, dimessosi ieri dalla presidenza dell'Interpol, è ufficialmente indagato in Cina per aver «intascato tangenti» e per essere sospettato di «aver violato le leggi», annuncia una nota del ministero di Pubblica sicurezza di cui Meng era vice ministro dal 2004. Era sparito il 29 settembre dopo essersi imbarcato su un aereo per rientrare in Cina. Da Lione, dove ha sede il super coordinamento internazionale delle polizie di 192 Paesi, sua moglie Grace Meng ha ieri rivelato che poco prima di sparire il marito le aveva inviato una foto con un coltello, immagine da lei interpretato come segnale di pericolo. L'organizzazione internazionale ha intanto fatto sapere di aver ricevuto la lettera di dimissioni di Meng: la carica viene temporaneamente ricoperta dal vice presidente del comitato esecutivo, il sudcoreano Kim Jing Yang. Qui la sua storia.

Un mistero e un giallo internazionale: il cinese Meng Hongwei, presidente dell'Interpol (l’organizzazione che coordina le polizie di 192 Paesi) risulta sparito senza lasciare tracce durante una visita in Cina iniziata la scorsa settimana. Secondo le prime indiscrezioni, rilanciate dal quotidiano South China Morning Post, si troverebbe sotto inchiesta da parte delle autorità di Pechino e sarebbe stato fermato non appena sbarcato su suolo cinese.

La polizia francese ha attivato le ricerche dopo esser stata contattata dalla moglie del funzionario, che è rimasta a Lione (sede del quartier generale dell'Interpol) con i figli. L'Interpol ha confermato di essere al corrente delle notizie sulla “presunta sparizione” di Meng: «Si tratta di una questione per le rilevanti autorità in Francia e in Cina», ha sottolineato in un comunicato.
Meng era stato nominato alla presidenza dell'Interpol nel 2016, suscitando apprensioni in alcuni gruppi di attivisti per i diritti umani, preoccupati che, utilizzando la sua posizione, il governo cinese potesse muoversi sulle tracce di dissidenti all'estero. Tuttavia il ruolo di presidente appare sostanzialmente cerimoniale, in quanto sul piano operativo prevale il ruolo del segretario generale Juergen Stock e del suo staff centrale.

Sempre secondo il South China Morning Post, Meng avrebbe perso lo scorso aprile il suo posto in un comitato del Partito Comunista Cinese. Il suo nome risulta ancora come viceministro sul sito Internet del Ministero cinese della Pubblica Sicurezza. L’anno scorso, all’assemblea dell’organizzazione svoltasi a Pechino, si era fatto notare per un discorso sull’importanza di combattere i crimini informatici. Un discorso che, secondo alcuni osservatori, poteva essere interpretato come uno specchio del punto di vista cinese sul delicato tema della cybersicurezza. In questi giorni più che mai attuale.

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