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Nomine europee, Francia e Germania già ai ferri corti

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bce, commissione e ssm

Nomine europee, Francia e Germania già ai ferri corti

Angela Merkel e   Emmanuel Macron (Reuters)
Angela Merkel e Emmanuel Macron (Reuters)

Francia e Germania sono già ai ferri corti sulle nomine europee, e tra i due litiganti forse a goderne potrebbe essere proprio l’Italia. Il giro delle poltrone è appena iniziato con la presidenza del Ssm (Single Supervisory Mechanism o Meccanismo unico di vigilanza europeo) che si libera questo dicembre con la scadenza del mandato della francese Danièle Nouy: il Parlamento europeo si pronuncerà entro questa settimana o al massimo la prossima scegliendo il favorito o la favorita tra i tre candidati nella short list segnalata dal Consiglio direttivo della Bce: l’italiano Andrea Enria, l’irlandese Sharon Donnery e il francese Robert Ophèle, quest'ultimo al momento favorito ma con l’italiano che lo segue a ruota e l’irlandese terza e ultima con un certo distacco. Ma le tensioni sono già alte.

Il presidente francese Emmanuel Macron, che è sempre più debole in casa (gradimento nei sondaggi in netto calo e recenti clamorose dimissioni di alcuni ministri chiave), starebbe mirando addirittura a un tris pigliatutto: le tre presidenze di Ssm, Bce e Commissione europea. Angela Merkel, che è uscita rafforzata e non indebolita dal congresso dei giovani della Cdu che si è tenuto il 6-7 ottobre, punta al momento alla guida tedesca della Commissione europea, pronta a rinunciare al Ssm (dove non ha neanche un candidato nella short list) e Bce. Ma se questo non dovesse riuscirle, la cancelliera ha fatto intendere di essere pronta a rispolverare la candidatura di Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e il più falco dei falchi nell’Eurosistema, al posto di Mario Draghi. Il turno alla presidenza della Bce spetterebbe alla Germania, ma Merkel è pronta a fare un passo indietro pur di guidare la Commissione.

Macron, invece, rilancia i candidati francesi, e con forza: Ophèle, attualmente alla guida della Consob francese, è molto stimato non solo in Francia ma anche in Europa e viene ben visto al posto della Nouy, che invece in molti casi ha deluso. Il governatore della Banque de France Villeroy non è affatto contento per l’ascesa probabile di Ophèle al Ssm e sembra che si sia molto adirato, temendo di perdere quota per la presidenza della Bce. Macron lo avrebbe rassicurato, dicendogli che la Francia può ambire alle due presidenze e perché no anche a quella della Commissione europea. Ma la Francia deve fare i conti con gli altri Paesi europei nell’area dell'euro e nell’Ue. Per questo, se Macron dovesse infine rinunciare al Ssm o il Parlamento europeo decidesse in altro modo, la candidatura di Andrea Enria, attuale presidente dell'Eba (European banking association) volerebbe. La Donnery non viene considerata all'altezza del Ssm e lei stessa è pronta a rinunciare a questa gara: Philip Lane, attuale governatore della Banca centrale irlandese, diventerebbe capo economista della Bce lasciando la guida della Banca proprio alla Donnery, sua attuale vice.

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