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«Visti d’oro, un rischio per la Ue»

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UN NUOVO REPORT SULLA COMPRAVENDITA DI CITTADINANZe e residenze

«Visti d’oro, un rischio per la Ue»

Un rapporto congiunto di Transparency International e di Global Witness evidenzia che i programmi introdotti da alcuni Paesi europei per la vendita di passaporti e permessi di residenza a stranieri ricchi sollevano rischi concreti di riciclaggio di denaro sporco e corruzione per la diffusa carenza di controlli: la richiesta alla Commissione - che dovrebbe emanare un suo report sulla delicata questione entro fine anno - è di regolare il fenomeno, sottoponendolo quantomeno a standard più alti di vigilanza. Bruxelles ha confermato che si appresta a stabilire linee-guida.

Sono 13 i Paesi della Ue che offrono residenza o cittadinanza in cambio di «investimento» di denaro: Austria, Cipro, Lussenburgo, Malta, Grecia, Lettonia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Gran Bretagna, Bulgaria, Olanda e Francia. L’Ungheria ha smesso l’anno scorso di fare queste concessioni, dopo l’insorgere di polemiche sui visti facili a controversi cittadini russi. Polemiche analoghe hanno investito il Portogallo, meta di nuove cittadinanze comprate da cittadini di ex colonie come Brasile e Angola, anche al fien di sfuggire alla giustizia non europea. Particolarmente controversa anche la manica larga di Malta, che dal 2014 ha incamerano 718 milioni di euro da questo tipo di affari, e Cipro, che dal 2013 ha incassato addirittura 4,8 miliardi di euro.

In totale, il report calcola che il business valga circa 25 miliardi di euro nell’ultimo decennio: secondo stime definite prudenti, probabilmente inferiori alal realtà, nel decennio sono stati venduti quasi 100mila permessi di residenza e almeno 6mila passaporti. Secondo Naomi Hirst di Global Witness, i controlli sugli individui richiedenti e sull’origine del loro denaro appaiono del tutto insufficienti, lasciando spazi per corruzione e riciclaggio. «Piani gestiti male permettono a individui corrotti di lavorare e viaggiare senza problemi attraverso l’Europa , mettendo a rischio la nostra sicurezza collettiva», osserva Laure Brillaud, esperta di riciclaggio di Transparency International.

Il passaporto più costoso dovrebbe essere quello austriaco, stimato in 10 milioni di euro (ma ufficialmente non è indicato un “prezzo”). Fino a 2 milioni costa un passaporto cipriota, mentre per acquisire il permesso di residenza a lungo termine bastano 250mila euro in Grecia e in Lettonia. Il business rappresenta un bel guadagno annuale per Spagna (976 milioni), Portogallo (670 milioni) e Regno Unito (498 milioni). In media, acquisire documenti che consentono di risiedere in un Paese Ue e muoversi nell’area Schengen costa 900mila euro.

Il Parlamento europeo ha più volte espresso disagio per un fenomeno che intacca il concetto di cittadinanza europea e attende chiarezza dalle risposte della Commissione.

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