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Omicidio Khashoggi, 5 sospettati vicini al principe saudita. Difeso da…

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media turchi: fatto a pezzi ancora vivo

Omicidio Khashoggi, 5 sospettati vicini al principe saudita. Difeso da Trump: come Kavanaugh

Sono almeno cinque le persone sospettate dalle autorità turche di essere coinvolte nella sparizione del giornalista saudita Jamal Khashoggi, quattro di loro sono collegate al principe ereditario Mohammed bin Salman, riporta il New York Times, secondo cui una delle persone identificate è un frequente accompagnatore del principe, visto con lui a Parigi e Madrid e fotografato con Mohammed durante le sue recenti visite negli Stati Uniti. Altri 3 sospettati sarebbero invece collegati alla scorta che si occupa della sicurezza del principe.


Le indagini
Khashoggi sarebbe stato torturato e fatto a pezzi dentro il consolato saudita a Istanbul mentre era ancora in vita. A rivelare i presunti drammatici dettagli è il quotidiano filo-governativo turco Yeni Safak, che cita una supposta registrazione audio di quei momenti da cui risulterebbe anche la presenza del console Mohammed al-Otaibi, ripartito ieri per Riad.

La persona identificata più vicina al principe saudita in particolare sarebbe stata fotografata sempre accanto a Mohammed bin Salman durante le sue visite a Houston, a Boston e alle Nazioni Unite. Una quinta persona sospettata di essere coinvolta con la scomparsa di Khashoggi è un medico legale che ricopre incarichi di alto livello nell'amministrazione saudita, al servizio del ministero degli Interni, una figura - scrive il Nyt - che può prendere ordini solo dai vertici della monarchia.

Se queste persone erano davvero all'interno del consolato saudita di Istanbul dove il 2 ottobre è scomparso Khashoggi è difficile non legare quanto avvenuto al principe e sostenere la tesi di un'operazione non autorizzata da Mohammed bin Salman. E - scrive ancora il Nyt - sarebbe altrettanto difficile per la Casa Bianca e il Congresso accettare una spiegazione del genere da parte di Riad.

Difesa di Trump e ministri G7 «turbati»
Donald Trump in una intervista alla Associated Press critica le voci di condanna che si stanno levando in giro per il mondo contro la monarchia saudita per la scomparsa del dissidente Jamal Khashoggi: «Ci siamo di nuovo. Sei colpevole finché non viene provato che sei innocente», afferma il presidente americano, paragonando il caso del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman a quello del giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh.

L’omicidio Khashoggi, sparito nel consolato saudita di Istanbul il 2 ottobre scorso, resta un caso internazionale. Mentre il segretario di Stato Mike Pompeo arriva in Turchia per vedere Erdogan dopo aver incontrato in Arabia Saudita re Salman e il figlio Mohammed bin Salman, i ministri degli esteri del G7 in una dichiarazione congiunta si dicono “turbati” per la vicenda. «Coloro che sono responsabili della sua scomparsa dovranno renderne conto» affermano i ministri che si appellano anche alla collaborazione tra le autorità turche e saudite.

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