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«Khashoggi strangolato e subito fatto a pezzi»: ecco la versione…

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il procuratore di istanbul

«Khashoggi strangolato e subito fatto a pezzi»: ecco la versione dei turchi

  • – di Redazione online

Alcuni giornalisti scrivono che stava per rivelare l’uso di armi chimiche in Yemen, altri che la Gran Bretagna conosceva il piano saudita per rapirlo. Continuano le speculazioni sulla tragica fine di Jamal Khashoggi, il giornalista saudita sessantenne che era entrato nel consolato del suo paese a Istanbul per ritirare i documenti per sposarsi e non è più uscito. Morto in circostanze ancora tutte da chiarire ma ormai è certo il coinvolgimento del regime di Riad e del principe ereditario Mohammed bin Salman.

I turchi non hanno intenzione di mollare la storia e oggi parla il procuratore a Istanbul e descrive la morte di Khashoggi, «strangolato e poi fatto a pezzi». A riportare la dinamica del piano premeditato per uccidere una voce ormai sgradita al potere è il Washington Post, quotidiano americano con cui Khashoggi collaborava da quando si era trasferito negli Stati Uniti senza prendere però il passaporto.

«Hanno agito secondo i piani - recita la dichiarazione del procuratore turco Irfan Fidan «la vittima è stata strozzata fino alla morte, subito dopo l’ingresso al consolato dell’Arabia Saudita il 2 ottobre. Il corpo della vittima è stato quindi sembrato e i resti sono stati trasferiti in un luogo sconosciuto - di nuovo in linea con il piano prestabilito».

Il giudice turco ha fatto questa dichiarazione subito dopo la partenza del collega saudita da Istanbul, Saud al-Mojeb, che è rimasto due giorni con la sua controparte turca per provare una collaborazione che in realtà non c’è stata. Un funzionario turco sempre in rigoroso anonimato ha detto che il saudita non ha dato indicazioni alla sua controparte turca su dove potesse essere il corpo della vittima né fornito l’identità del «collaboratore locale» che avrebbe partecipato alle operazioni di sparizione del corpo. Il funzionario turco ha poi aggiunto che in questi due giorni i sauditi davano più l’impressione di voler capire quali prove i tuchi avessero in mano che collaborare alle indagini, non sono sembrati, ha aggiunto, affatto collaborativi.

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