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Apple, Cook: «Anno incredibile». Ma gli investitori hanno…

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il titolo ha perso il 6,5% nell’aftermarket

Apple, Cook: «Anno incredibile». Ma gli investitori hanno dubbi sul futuro

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New York -Apple ha archiviato un trimestre con risultati finanziari ai massimi storici, sopra le attese e con significativi balzi sia di utili che di fatturato.

E l’intero anno fiscale è stato altrettanto da record. Ma gli investitori si sono concentrati sulle sfide nel presente e nel futuro dell’azienda, evidenziate da un outlook più debole di quanto anticipato per i tre mesi che culminano con il Natale, tradizionalmente i più rilevanti. In generale, il nervosismo riguarda la scommessa del colosso di Cupertino di ovviare a frenate nei prodotti con aumenti dei prezzi e sviluppo dei servizi.

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Non basta: ha preoccupato anche l’improvvisa decisione, annunciata durante la conference call sui conti, che l’azienda offrirà d’ora in avanti bilanci meno dettagliati e forse meno trasparenti. L’inquietudine nel dopo mercato ha visto il titolo cedere il 6,5%, una flessione che se confermata durante la seduta odierna potrà far scivolare la regina di Wall Street sotto la soglia simbolica dei mille miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato raggiunta in agosto.

Apple si è così aggiunta alla lunga lista di società tech che, dopo lunghe corse, ha deluso Wall Street.
Che cosa è accaduto, per l’esattezza? È accaduto anzitutto che il numero di iPhone venduti ha rallentato, rimanendo quasi invariato dall’anno passato. Il bilancio dell’azienda ha piuttosto tratto beneficio da un forte aumento del prezzo medio degli smartphone - sostenuto dal lancio di nuovi modelli cari, lo XS e lo XS Max - nell’ultima settimana del trimestre, il quarto fiscale del gruppo di Cupertino. Questo prezzo è balzato del 28% a 793 dollari contro i 750,78 previsti. A ciò si è aggiunto un outlook deludente per i tre mesi in corso, un periodo reso più difficile dal paragone con gli stessi mesi dell’anno scorso quando era decollato l’iPhone X. Questa miscela è stata sufficiente a far sì che la crescita pronosticata del fatturato appaia inferiore al 5%, anche se la cifra assoluta compresa tra gli 89 e i 93 miliardi sarebbe comunque un ulteriore massimo storico. Il ceo Tim Cook e il direttore finanziario Luca Maestri hanno ammesso l’esistenza di particolari incognite per le tensioni - Maestri le ha definite «incertezze macroeconomiche» - sui mercati emergenti (tra i quali, Brasile, Turchia e Russia). E per le dinamiche valutarie che hanno visto un rafforzamento globale del dollaro.

Occorre tuttavia sottolineare come il titolo Apple abbia guadagnato ben il 33% nell’ultimo anno. E come i conti abbiano mostrato incrementi importanti in altri business che sempre piu’ affiancano l’iconico e tuttora cruciale iPhone, a cominciare dai servizi. Il segmento, che comprende l’App Store, Apple Music e iCloud storage, ha mostrato una crescita del 17% a 9,98 miliardi, nonostante il passo sia stato inferiore a quello dei tre mesi immediatamente precedenti e alle attese. La divisione Other Products, che comprende gli Apple Watches, ha messo a sua volta a segno una marcia delle entrate del 31% a 4,23 miliardi. I gadget indossabili sono aumentati del 50 per cento. Nel trimestre natalizio in corso Apple potra’ poi contare sul debutto, appena avvenuto, di nuovi e piu’ cari computer. La generale performance a livello globale el periodo luglio-settembre resta oltretutto impressionante. Apple è reduce da una crescita in doppia cifra percentuale in tutte le aree geografiche, guidata dal Giappone, +34%, e dal resto della regione asiatica del Pacifico, +22 per cento. La regione americana ha registrato un aumento del 19%, l’Europa del 18% e la Grande Cina, che include Hong Kong e Taiwan, del 16 per cento.

Cook ha tenuto a evidenziare la forza nei servizi, dove ha l’obiettivo dei 50 miliardi in pochi anni. «L’opportunita’ di monetizzare il business dei servizi cresce nel tempo», ha affermato. E ha espresso continua fiducia nel colossale e strategico mercato cinese, affermando che almeno al momento non risente delle guerre commerciali.

Nei tre mesi conclusi a settembre Apple ha complessivamente riportato utili impennatisi del 32% di 14,1 miliardi di dollari, pari a 2,91 dollari per azione contro i 2,78 previsti e revenue salite del 20% a 62,9 miliardi rispetto ai 61,57 ipotizzati. Gli iPhone venduti sono stati 46,89 milioni, sostanzialmente invariati dall’anno scorso, con le entrate sono balzate del 29 per cento. Per l’intero anno fiscale, Apple ha registrato un fatturato di ben 265,6 miliardi e utili di 59,5 miliardi. «Siamo entusiasti di poter riportare un trimestre record e un incredibile anno fiscale 2018», ha commentato Cook.
Un cambiamento imprevisto potrebbe però presto rendere meno dettagliato e più difficile da interpretare il bilancio. Maestri ha rivelato che Apple, d’ora in avanti, non separerà più i numeri di unità vedute di iPhone, tablet iPad e computer Mac. Maestri ha spiegato la svolta affermano che non esiste una valida correlazione tra simili numeri e la performance del gruppo. Gli investitori, di primo acchito, non sono sembrati convinti.

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