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Moscovici: «Senza accordo possibili sanzioni. Ma nulla…

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Servizio |il vertice di bruxelles

Moscovici: «Senza accordo possibili sanzioni. Ma nulla è deciso». Tria: «Manovra non cambia»

Eurogruppo, il ministro Tria dà battaglia: Tria: «La Manovra non cambia, stiamo discutendo» (Epa)
Eurogruppo, il ministro Tria dà battaglia: Tria: «La Manovra non cambia, stiamo discutendo» (Epa)

Mentre il ministro dell’Economia italiano Giovanni Tria rientra in anticipo a Roma dall’Ecofin, il commissario europeo Moscovici sottolinea che «in caso di un mancato accordo con l’Italia – sulle correzioni necessarie in manovra, ndr – l’Unione europea potrà imporre delle sanzioni. Ma ancora nulla è stato deciso».

In precedenza, i ministri delle Finanze della zona euro hanno dato il loro appoggio, a Bruxelles, alla decisione della Commissione europea di respingere la Manovra italiana, confermando nei fatti l’isolamento del paese. I toni sono rimasti diplomatici, ma le posizioni ferme. I partner europei dell’Italia si sono affidati all'esecutivo comunitario perché faccia rispettare le regole di bilancio. Lo sguardo di molti ormai corre ai tempi (ed eventualmente al percorso) di una probabile procedura per debito eccessivo.

«I ministri hanno sostenuto la presa di posizione della Commissione europea - ha detto in una conferenza stampa alla fine dell’incontro il presidente dell’Eurogruppo Mário Centeno -. Spero che un dialogo costruttivo tra l’Italia e la Commissione europea permetterà di rassicurare i partner e i mercati» sul rispetto delle regole di bilancio. Dal canto suo, il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici ha detto «di contare su un nuovo bilancio» da parte dell’Italia. Il governo italiano ha tempo fino al 13 novembre per aggiornare la propria Finanziaria.
Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, la riunione è stata segnata da una atmosfera pedagogica, nella quale ha dominato moderazione nella forma, ma fermezza sulla sostanza. I partner hanno spiegato al ministro dell’Economia Giovanni Tria perché è importante rispettare le regole di bilancio in una unione monetaria tra stati sovrani, esortando Roma al dialogo con Bruxelles. Hanno sostenuto che la crescita economica si ottiene con le riforme di produttività, più che dal rilancio della spesa.

Arrivando a Bruxelles, il ministro Tria non è stato certo sorpreso del fatto di non trovare potenziali alleati fra i suoi colleghi, compatti nel richiamare l'Italia al rispetto delle regole comuni. Ha imboccato la via strettissima fra la volontà di evitare lo scontro e l'esigenza di non cambiare i numeri della manovra, confermata ancora oggi dal premier Giuseppe Conte («Ribadirò la nostra posizione – ha detto –. Non voglio nemmeno immaginare che la Commissione sia condizionata da valutazioni politiche).
Il confronto portato avanti dal ministro Tria si basa prima di tutto sull’entità della «deviazione» implicita in un deficit per il 2019 pari al 2,4% del Pil (rispetto all'impegno precedente dello 0,8% del Pil). Nel conto potrebbe entrare un pacchetto di nuove spese eccezionali per affrontare i danni del maltempo di questi giorni, che però non cambiano al momento i saldi strutturali al centro del negoziato. A Roma, si parla di possibili “variazioni interne” alla manovra, senza però cambiarne l'impianto fondamentale, come ha confermato lo stesso ministro Tria.

Parlando dopo la riunione, quest'ultimo ha spiegato che «l’Eurogruppo ha invitato a continuare il dialogo con la Commissione». Ciò detto, il compromesso, a Roma lo sanno bene, difficilmente può ambire a evitare una procedura per debito eccessivo, ma se ne potrebbero negoziare i tempi, e forse le stesse misure che l'accompagnerebbero. Tria ha comunque precisato che la manovra «non cambia, stiamo discutendo, noi dobbiamo rispondere alla Commissione entro il 13» novembre. «C'è scritto nella manovra, nelle nostre stime il debito scenderà di più di 4 punti percentuali in tre anni». Secondo la maggior parte degli economisti queste stime non sono però realistiche.

Un vertice di maggioranza si terrà martedì per discutere del bilancio e delle risposte da dare a Bruxelles entro il 13 novembre.
Dal canto loro, i paesi partner dell’Italia vogliono tenere un basso profilo in questa circostanza. Tutti sono preoccupati dalle scelte dell’Italia e temono per la stabilità della zona euro; ma non vogliono aizzare gli animi, innervosire i mercati, aprire con Roma un dibattito verbale che rischiano di giocare ad armi impari rispetto a quelle usate dal governo Conte. Preferiscono quindi lasciare la partita nelle mani della Commissione, che dopotutto è responsabile di far rispettare le regole di bilancio.

COSA PUÒ FARE LA COMMISSIONE NEI CONFRONTI DELL’ITALIA

L'esecutivo comunitario pubblicherà giovedì prossimo nuove previsioni economiche. Sanciranno con ogni probabilità stime ben diverse da quelle del governo Conte. Tra le altre cose, sarà importante capire se il disavanzo italiano per il 2019 è previsto dalla Commissione europea sopra o sotto il 3,0% del Pil, al netto di eventuali modifiche alla Finanziaria. Il 21 novembre sono poi attese le opinioni di bilancio. Bruxelles potrebbe cogliere l'occasione per pubblicare un rapporto sul debito italiano, propedeutico all'eventuale apertura di una procedura per debito eccessivo.

Eurogruppo straordinario il 19 novembre

L’Eurogruppo ha deciso la convocazione di una riunione straordinaria per il 19 novembre prossimo. Lo ha annunciato il presidente dello stesso Eurogruppo Mario Centeno al termine della riunione odierna. L'incontro straordinario sarà dedicato alla riforma dell’Eurozona.

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