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Tokyo: successo del Salone dello Studio in Italia

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presenti anche 17 università e istituti di specializzazione

Tokyo: successo del Salone dello Studio in Italia

È giunto alla sua dodicesima edizione e si sta ampliando sempre più: è il Salone dello Studio in Italia che si tiene ogni anno presso l'Istituto Italiano di Cultura a Tokyo (con una giornata anche a Osaka), in collaborazione con l'ambasciata e l'associazione italo-giapponese.

Le istituzioni educative italiane presenti sono arrivate a quota quarantuno: per la prima volta hanno fatto le loro proposte dirette a potenziali studenti giapponesi ben 17 università, con alcuni istituti post-universitari e il Conservatorio di Milano.

La domanda da intercettare - è ormai chiaro - non è solo quella per le scuole di lingua, di moda/design e di cucina: specialmente i corsi in inglese possono attirate studenti dall'Asia orientale un po' a tutto campo.

«L'anno scorso abbiamo attirato oltre 2,500 visitatori, quest'anno molti di più», afferma Paolo Calvetti, direttore dell'Istituto Italiano di cultura di Tokyo, che ha affiancato all?evento alcune iniziative collaterali (simulazioni di esami di certificazione della lingua italiana, seminari, incontri con studenti italiani in scambio).

Una guida allo studio in Italia è stata distribuita in 12 mila copie a scuole e università nipponiche, mentre una sintesi in volatini pieghevoli ha raggiunto le 90mila copie. Anche un sito dedicato in lingua giapponese agevola la diffusione di informazioni per facilitare l'accesso all'offerta formativa di istituti e università italiani. «Noi siamo qui per la prima volta – afferma il rettore dell'Università degli Studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini – Consideriamo fondamentali i rapporti internazionali e ci fa piacere che quest'anno qui a Tokyo ci sia davvero il sistema universitario italiano. Inoltre si tratta di una occasione per delineare accordi bilaterali con atenei giapponesi».

Se Calvetti sottolinea l'importanza di una sempre maggiori offerta di corsi in lingua inglese da parte delle istituzioni educative italiane (quelli ai quali gli studenti giapponesi sono più interessati), Morzenti Pellegrini rileva l'esigenza di affrontare e superare un problema. «Uno dei temi che dovrà essere oggetto di discussione a livello nazionale è quello delle modalità dei test di ammissione per le facoltà a numero chiuso. È impensabile che ci siano regole assolutamente uniformi: dovremo ipotizzare uno ’special track’ per studenti stranieri, per evitare che barriere culturali facciano da ostacolo all'accesso ai nostri percorsi educativi». Se ad esempio le domande di cultura generale sono troppo “italocentriche” o “eurocentriche”, insomma, studenti da altre aree del mondo si trovano davanti a ostacoli quasi insormontabili. Eppure sarebbero eccellenti studenti, anche senza sapere il nome di un politico italiano o i principali articoli della nostra Costituzione.

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