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La Brexit rischia di schiantarsi contro Gibilterra

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MADRID: VOTEREMO CONTRO

La Brexit rischia di schiantarsi contro Gibilterra

Il problema di Gibilterra rischia di far deragliare Brexit, a sentire le ultime bellicose dichiarazioni del premier spagnolo Pedro Sánchez. Il Governo di Madrid «voterà contro l'accordo» faticosamente raggiunto tra la Gran Bretagna e l'Unione Europea. «Nelle ultime 72 ore nessuno dei documenti ha chiarito una questione che è fondamentale per noi -, ha detto stamani Sánchez - . Gibilterra non fa parte della Gran Bretagna e qualsiasi accordo futuro che comprenda Gibilterra deve essere negoziato con il via libera della Spagna».

In ottobre Sánchez aveva invece dichiarato che la questione era stata risolta. «Gibilterra non sarà più un problema nell'arrivare a un accordo su Brexit», aveva annunciato il premier. Lo status del promontorio era stato deciso e restavano solo alcune questioni fiscali e ambientali da risolvere in negoziati bilaterali tra Londra e Madrid.

La miccia: niente accordi bilaterali su Gibilterra
L'Unione Europea aveva stabilito fin dall'inizio dei negoziati su Brexit che nessuna decisione su Gibilterra sarebbe stata presa senza il via libera della Spagna e della Gran Bretagna. Cosa è cambiato dunque? Il problema per Madrid è che la bozza dell'accordo tra Londra e Bruxelles non dice esplicitamente che ogni trattativa futura su Gibilterra sarà bilaterale e non farà parte dei negoziati futuri tra Gran Bretagna e Ue. «Non possiamo accettare che in futuro qualsiasi cosa riguardi Gibilterra sia negoziata dalla Gran Bretagna e dalla Ue, ma dovrà essere negoziata tra la Spagna e la Gran Bretagna», ha detto Sánchez. Madrid in particolare vuole esplicite garanzie che la Spagna verrà consultata sui dettagli del futuro accordo commerciale. Per gli inglesi naturalmente lo status del piccolo istmo sulla costa meridionale spagnola che chiamano semplicemente «la roccia» era stato sancito nel lontano 1713 con il Trattato di Utrecht che lo aveva ceduto alla Corona britannica. La Spagna non ha mai accettato la sovranità britannica su quella che considera parte del proprio territorio.

Questa situazione irrisolta ha portato più volte a tensioni tra i due Paesi, con blocchi alla frontiera, provocatorie esercitazioni militari e schermaglie sul diritto di pesca e accesso all'aeroporto, ma c'è sempre stato un impegno comune a risolvere i problemi e trovare un modus vivendi. Brexit ha fatto riesplodere la questione. Nel referendum del 2016 quasi tutti gli abitanti di Gibilterra – il 96% - ha votato a favore di restare nella Ue perché volevano mantenere lo status quo. Era inevitabile che la Spagna avrebbe colto l'occasione dell'uscita della Gran Bretagna dalla Ue per riaprire il dossier Gibilterra. Così come la May deve tenere buoni i critici all'interno del suo partito, il socialista Sánchez, che guida un Governo di minoranza, deve fare la voce grossa per non sembrare debole. Il partito popolare spagnolo infatti si è schierato contro l'accordo su Brexit dichiarandolo “vergognoso” proprio a causa di Gibilterra.

I timori di Madrid: lo stretto diventerà un covo di riciclaggio
Oltre a questioni di principio e di sovranità nazionale ci sono anche questioni molto pratiche. Madrid teme che Gibilterra post-Brexit possa diventare un covo di riciclaggio di denaro e di contrabbando (che è un problema reale: per fare un esempio, nel promontorio le sigarette costano il 40% in meno che in Spagna). Il protocollo su Gibilterra incluso nella bozza di accordo su Brexit crea tre commissioni bilaterali su questioni relative alla sicurezza, al lavoro e alla pesca e all'ambiente e invita alla collaborazione su questioni fiscali, sul contrabbando e sul riciclaggio di denaro. L'accordo tra Londra e Bruxelles rassicura la Spagna sui diritti dei cittadini e garantisce che gli oltre 13mila spagnoli che ogni giorno attraversano la frontiera per andare a lavorare a Gibilterra potranno continuare a farlo liberamente.

L'intesa rassicura anche Londra: ci sono circa 120mila spagnoli che vivono in Gran Bretagna, ma gli inglesi residenti in Spagna sono oltre il doppio (250mila), in gran parte pensionati che hanno lasciato la patria alla ricerca del sole mediterraneo. Dato l'interesse comune a trovare una soluzione, il Governo di Londra sembra rilassato per quanto riguarda i rapporti futuri con Madrid e considera le ultime richieste facilmente risolvibili con l'aggiunta di qualche frase chiarificatrice. Secondo Londra la “roccia” continua a essere un sassolino nella scarpa, ma non sarà la causa del fallimento di Brexit.

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