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scontro sullo stretto di kerch

Riesplode la tensione Russia-Ucraina. Kiev approva l’introduzione della legge marziale

Il voto del Parlamento ucraino è arrivato lunedì a tarda sera: 276 deputati su 450 hanno approvato la richiesta del presidente Petro Poroshenko, l’imposizione della legge marziale nelle regioni costiere del Paese e in quelle confinanti con la Russia. Scatterà mercoledì 28 novembre, e resterà in vigore almeno 30 giorni. Poroshenko ha assicurato che non metterà in discussione i diritti civili. Anche se il governo avrà ora l’autorità di limitare le manifestazioni pubbliche e il diritto di sciopero, e a una popolazione già provata dalla guerra relegata ai confini orientali del Paese potrà essere chiesto di collaborare con lo sforzo per la difesa. È la risposta dell’Ucraina all’incidente avvenuto domenica sullo Stretto di Kerch.

Laggiù, sotto l’arcata del nuovissimo ponte costruito a tempo di record per volere di Vladimir Putin, la nave cisterna che bloccava la strada non c’è più: Mosca ha riaperto alla navigazione civile il passaggio verso il mar d’Azov, teatro domenica del primo confronto diretto tra la Marina militare ucraina e quella russa. Il blocco economico dello Stretto - che separa la costa russa del Mar Nero dalla penisola di Crimea lasciando più isolata la parte di costa ucraina che si affaccia sul Mar d’Azov - sarebbe stato considerato un atto di guerra, con la Russia questa volta formalmente in campo, non più per interposta persona come nei giorni del distacco della Crimea e come in Donbass. Sui mercati finanziari sia il rublo che la grivna hanno accusato il colpo del più grave incidente dalla crisi del 2014.

E tuttavia, in attesa del G-20 di fine settimana e del Consiglio di Sicurezza dell’Onu convocato con urgenza, il rischio di un’escalation resta elevato, sullo sfondo del consueto scambio di accuse sulla responsabilità di quanto accaduto domenica. Quando lo «Yana Kapu», un rimorchiatore ucraino partito da Odessa e diretto a Mariupol - entrato illegalmente, secondo Mosca, in acque territoriali russe - è stato speronato da una nave russa. Secondo l’Ucraina, alle autorità di Mosca erano invece state consegnate tutte le informazioni necessarie, previste dagli accordi bilaterali.

Mosca cattura 3 navi nel Mar Nero, Ucraina verso legge marziale

Difficile concludere, da una registrazione della voce del capitano russo diffusa in rete, se l’ufficiale stesse esortando a tenere la rotta contro il rimorchiatore ucraino o stesse cercando di evitare la collisione. L’imbarcazione è poi stata sequestrata, insieme ad altre due piccole cannoniere ucraine che accompagnavano il rimorchiatore. Sei marinai ucraini sono rimasti feriti quando dalle motovedette della Guardia costiera russa sono partiti degli spari. La comunità internazionale chiede il rilascio immediato degli equipaggi fermati a Kerch, 24 uomini. Secondo i servizi di sicurezza russi dell’Fsb il rimorchiatore ucraino aveva ignorato gli spari di avvertimento, costringendo la Guardia costiera russa a sparare per davvero.

Attraverso il portavoce Dmitrij Peskov il Cremlino punta il dito contro la «pericolosa provocazione» che richiederà «un’inchiesta speciale». Ma intanto nella notte di domenica a Kiev, dove dimostranti ucraini hanno incendiato un’automobile con targa diplomatica russa e, davanti ai cancelli dell’ambasciata di Mosca, hanno dato fuoco a pneumatici su cui avevano messo delle barchette di carta.

L’imposizione della legge marziale viene letta in chiave elettorale: Poroshenko non vi fece ricorso neppure mentre le due regioni separatiste dell’Est, Luhansk e Donetsk, entravano di fatto in guerra con il resto del Paese; e ora che l’Ucraina va al voto in primavera, con il presidente in carica in difficoltà nei sondaggi di fronte a Yulia Tymoshenko, questa crisi dà a Poroshenko la possibilità di mostrarsi come un presidente forte. Sembrerebbe esclusa la possibilità di un rinvio delle elezioni: la Rada ne ha confermato con un secondo voto la data, il 31 marzo prossimo. Mentre il Fondo monetario internazionale, che si appresta a rilasciare una tranche di aiuti per 1,5 miliardi di dollari, ha chiarito che la legge marziale non influirà sulla cooperazione con le autorità ucraine.

Nello stesso tempo, è possibile che l’episodio rafforzi ancora di più la determinazione degli Stati Uniti e forse dell’Europa a imporre nuove sanzioni alla Russia, sia pure in attesa delle incertezze legate al previsto incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin, al G-20 argentino a fine settimana. L’incontro, al momento, viene dato per confermato e nella serata di lunedì Trump ha fatto sapere che «non gli piace» quanto sta avvenendo tra Russia e Ucraina, e che sta lavorando a una soluzione con i leader europei. Ma intanto, mentre Unione Europea e Nato condannano l’uso della forza nel Mar d’Azov da parte di Mosca e si schierano a fianco di Kiev, il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov dichiara che la possibilità di ulteriori sanzioni non spaventa più la Russia: «Da tempo non ci preoccupa più. Certo - ha aggiunto Lavrov - le sanzioni sono sempre negative, ma ci è difficile commentare quando a causa di incidenti come quello di ieri la parte di cui è stata violata la sovranità viene vista come oggetto di nuove sanzioni».

Dal 2003 la navigazione tra lo Stretto di Kerch e il Mar d’Azov - condiviso da Russia e Ucraina - è regolata da un trattato bilaterale che prevede la libera navigazione nell’ambito commerciale e la reciproca notifica in caso di passaggio di imbarcazioni militari. La crisi tra i due Paesi iniziata nel 2014 con il rientro della Crimea nella Federazione Russa ha immensamente complicato lo scenario, con pesanti ricadute sul traffico merci ucraino. E negli ultimi tempi Kiev ha denunciato l’irrigidimento dei controlli sulle proprie navi dirette a Mariupol. Sempre più isolata. E dove si teme una possibile nuova offensiva dei separatisti del Donbass.

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