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GM taglia 14.700 posti di lavoro: verso la chiusura di 7…

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Servizio |Trump: «smettere di produrre auto in cina»

GM taglia 14.700 posti di lavoro: verso la chiusura di 7 stabilimenti. E il titolo vola

NEW YORK - General Motors, primo costruttore di auto degli Stati Uniti, ha annunciato che cesserà la produzione in sette stabilimenti entro il prossimo anno. Un maxi taglio di costi e occupazionale grazie al quale la società prevede migliorare il cash flow di 6 miliardi di dollari a fine 2020, per rispondere meglio alle esigenze del mercato e all'impatto della guerra commerciale globale. Gm chiuderà tre impianti di assemblaggio e una fabbriche di motori negli Stati Uniti, uno stabilimento in Canada, più due impianti fuori dal Nord America.

L'obiettivo di Gm è quello di ridurre la forza lavoro del 15%, tagliando 14.700 posti di lavoro. Una evidente sconfitta della strategia di Trump per far aumentare i lavoratori nelle fabbriche americane, riportando indietro le lancette della globalizzazione, in un settore quello dell'automotive, che più di tutti soffre per l'adozione di muri e barriere commerciali, interconnesso ormai nella componentistica e nella produzione a livello globale. Gm da ottobre ha cominciato a offrire degli scivoli di uscita a più di un terzo di lavoratori, una mossa per aiutare la transizione verso le nuove tecnologie legate all’auto elettrica e alla guida assistita, a cui il costruttore americano punta come priorità.

«Dobbiamo adattarci alle nuove condizioni di mercato - ha detto il ceo di Gm Mary Barra presentando a Detroit il piano di riorganizzazione -. Assumiamo queste decisioni mentre l'economia è ancora forte. L'industria dell'auto sta cambiando molto rapidamente e vogliamo assicurarci di essere ben posizionati». Il titolo General Motors a Wall Street subito dopo l'annuncio del piano è arrivato a guadagnare l’8%. Da inizio anno il titolo aveva perso circa il 7 per cento.

Gli impianti canadesi di Gm sono attivi dal 1953. Al momento producono la Cadillac Xts, la Chevrolet Impala oltre ai pickup Chevrolet e Gmc. Il primo ministro canadese Justin Trudeau si è detto “profondamente deluso” per la decisione del car maker Usa. “Il governo canadese farà tutto il possibile per aiutare le famiglie che saranno colpite della chiusura degli impianti Gm”, ha aggiunto il giovane primo ministro.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump fa sapere di aver «detto all’amministratore delegato di Gm» di non «essere contento» della ristrutturazione annunciata dal gruppo automobilistico. Il «paese ha fatto molto per Gm», afferma Trump, secondo quanto riferito dalla stampa americana. Secondo Trump General Motors dovrebbe smettere di produrre auto in Cina e portare piuttosto la produzione degli Usa. Trump ha anche dichiarato di aver detto a Mary Barra, ceo di Gm, che il gruppo automobilistico Usa dovrebbe aprire rapidamente il nuovo stabilimento in Ohio.

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