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Petrolio, il Qatar esce dall’Opec. L’annuncio a pochi…

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Petrolio, il Qatar esce dall’Opec. L’annuncio a pochi giorni dal vertice

L’Opec perde il Qatar, ma guadagna un’insperata collaborazione dal Canada. Mentre Doha dopo 57 anni annunciava l’abbandono dell’Organizzazione degli esportatori di greggio, un’altra notizia altrettanto clamorosa rimescolava le carte sui mercati petroliferi.

La provincia dell’Alberta, patria delle oil sands, ha deciso di tagliare la produzione di 325mila barili al giorno, volumi ben superiori alla riduzione di 30mila bg che i qatarini avevano portato in dote all’Opec (e che finora non avevano restituito al mercato, forse perché impossibilitati).

La decisione, anticipata dal Sole 24 Ore nei giorni scorsi, è particolarmente rilevante perché arriva da un Paese che si fonda sull’economia di mercato e che non ha nulla a che fare con l’Opec. Ed è stato questo annuncio, sommato all’ottimismo per la tregua sui dazi tra Usa e Cina, a rilanciare le quotazioni del barile. Il Brent, in rialzo di oltre il 3%, è tornato a scambiare sopra 62 dollari.

L’addio all’Opec da parte del Qatar ha d’altra parte una forte valenza politica e apre una delle più gravi crisi nella storia del gruppo.

L’annuncio è arrivato a sorpresa lunedì mattina, 3 dicembre, appena tre giorni prima del vertice in cui l’Opec, insieme alla Russia e ad altri alleati, dovrebbe decidere un ritorno ai tagli di produzione. La coalizione potrebbe ancora trovare un’accordo, dopo l’incontro cordiale avvenuto nel weekend a margine del G-20 di Buenos Aires tra il presidente russo Vladimir Putin e il principe saudita Mohammed bin Salman. Ma le continue pressioni di Donald Trump sull’Arabia Saudita e ora l’abbandono dell’Opec da parte del Qatar rischiano di complicare le cose.

Doha è da tempo soggetta a un embargo economico proprio da parte dei sauditi e di altri Paesi del Golfo Persico. Nel comunicato che annuncia l'uscita dall’Opec dal prossimo 1° gennaio non si fa comunque cenno a queste tensioni.
Il ministro dell’Energia Saad Al Kaabi fa piuttosto riferimento al «desiderio del Qatar di focalizzare i suoi sforzi sullo sviluppo dell’industria del gas, implementando il piano per accrescere la produzione di Gnl da 77 a 110 milioni di tonnellate l’anno».

«Il Qatar - prosegue il ministro - è fiero della sua reputazione internazionale, in prima linea tra i produttori di gas e maggiore esportatore di Gnl, il più pulito tra i combustibili fossili, che ha dato al Qatar un'economia forte e resiliente».

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