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IL parere

Brexit, l’avvocato della Corte Ue: il Regno Unito può fermarla unilateralmente

L’avvocato generale della Corte di giustizia europea martedì 4 dicembre ha dichiarato che la Gran Bretagna ha il diritto di ritirare unilateralmente la sua notifica di Brexit dall’Unione europea. Così si è espressa la Corte di giustizia europea, così come anticipato dal Sole24Ore: la pronuncia doveva arrivare il 27 novembre, oggi è arrivato il parere dell’avvocato della Corte ue, si aspetta dunque la pronuncia che di solito segue il parere dell’avvocato. L’opzione, qualora venisse colta dal Regno Unito, potrebbe portare a un secondo referendum dopo quello del 2016 vinto dal sì ma la decisione ha altre importanti implicazioni: . Il «consiglio» dell’advisor, non vincolante, arriva all’avvio dei lavori parlamentari di confronto sull’accordo con la Ue per la Brexit proposto dal primo ministro Theresa May. Una «passaggio tecnico» che, mentre a Londra infuria il dibattito, appare un po’ copme una mano tesa da parte di Bruxelles.

«L’avvocato generale» Manuel Campos Sanchez-Bordona «propone che la Corte di giustizia dichiari che l’articolo 50 consente la revoca unilaterale della notifica dell’intenzione di ritirarsi dall’Ue», scrive la Corte di giustizia della Comunità europea, la più alta corte del blocco. «Tale possibilità continua ad esistere fino alla conclusione formale dell’accordo di recesso», ha dichiarato. Mentre le opinioni dell’avvocato generale non sono vincolanti, il tribunale tende a seguirle nelle sue decisioni finali. Non si sapeva quando sarebbe arrivata la sua decisione. La Gran Bretagna dovrebbe lasciare l’Unione il 29 marzo 2019 e la May ha concordato un patto di uscita e uno schema dei futuri legami tra la Gran Bretagna e gli altri 27 Stati membri dell’Ue.

Ma l’accordo proposto deve ancora essere approvato dal parlamento britannico, dove si trova ad affrontare una forte opposizione. Il caso è stato portato davanti alla Corte di giustizia europea da politici scozzesi che si sono opposti a Brexit. La speranza è che se la Corte si pronunci a loro favore, cosa che spianerebbe la strada a un potenziale secondo referendum, dando agli elettori la possibilità di rimanere nell’Ue. «La decisione può essere presa dal Regno Unito unilateralmente, senza bisogno del consenso degli altri Stati membri dell’Ue. Questo rimette la decisione sul nostro futuro nelle mani dei nostri rappresentanti eletti», ha detto Jo Maugham, uno degli avvocati coinvolti nel caso.

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