Mondo

Francia e Germania: web tax Ue solo sui fatturati della…

  • Abbonati
  • Accedi
Servizio |il compromesso

Francia e Germania: web tax Ue solo sui fatturati della pubblicità online

BRUXELLES - Su pressione francese nel disperato tentativo di rilanciare il progetto di tassa digitale, Parigi e Berlino presenteranno oggi qui a Bruxelles, durante una riunione dei ministri delle Finanze, un nuovo compromesso franco-tedesco su una iniziativa che ben è lontana dal fare l’unanimità tra i Paesi membri dell'Unione europea. Ancora una volta il tema fiscale si rivela un terreno scivoloso, un dossier nel quale l’integrazione compie passi lenti e modesti.

Secondo il nuovo compromesso al ribasso trapelato nella notte, la nuova imposta dovrebbe tassare esclusivamente il fatturato di pubblicità online delle grandi società digitali. L’aliquota sarebbe del 3 per cento. Francia e Germania si sono accordati perché il progetto venga approvato entro marzo, entri in vigore nel 2021 nel caso in cui i Paesi dell’Ocse non trovino una intesa più generale entro quella data. La direttiva verrebbe a scadere comunque “entro il 2025”.

La scelta di proporre di posticipare l’entrata in vigore al 1 gennaio 2021 è legata alle differenze di veduta tra la Germania e la Francia. Mentre Parigi preme da tempo per tassare le imprese digitale in modo equo - troppo spesso queste riescono a eludere il fisco – Berlino guarda con cautela a questa iniziativa perché ha il timore di creare un precedente nel tassare il fatturato piuttosto che i profitti e di peggiorare i già difficili rapporti con gli Stati Uniti. Molte delle società del settore sono americane.

La Germania preferirebbe comunque una decisione a livello globale piuttosto che a livello europeo. Il nuovo compromesso riduce la base imponibile. Si calcola che in Francia, Google e Facebook da sole controllino il 75% della pubblicità su Internet. Il problema è che neppure a livello europeo vi è consenso (si veda Il Sole/24 Ore del 7 novembre). L'Irlanda, per esempio, è contraria, così come altri Paesi più liberali del Nord Europa. La partita è quindi tutt'altro che chiusa.

Il presidente Emmanuel Macron ha fatto della tassa digitale un suo cavallo di battaglia nel tentativo anche di rispondere alle pressioni della piazza per un fisco più equo. Proprio le gravi manifestazioni di queste settimane sono state provocate dalla scelta del governo francese di aumentare le accise sul diesel. Evidentemente Berlino non ha gli stessi interessi. La questione ha quindi provocato non poche tensioni tra le due capitali a pochi mesi da delicatissime elezioni europee.

Le discussioni in corso si basano su una proposta della Commissione europea di inizio anno (si veda Il Sole/24 Ore del 22 marzo). Come detto, il desiderio è di tassare più equamente società controverse, oggetto spesso di indagini per elusione fiscale. La strada dell’Europa verso una maggiore integrazione nel campo della tassazione è segnata da mezze vittorie e mezzi fallimenti. Da anni ormai un gruppo di Paesi sta negoziando l’avvio di una tassa sulle transazioni finanziarie.

© Riproduzione riservata