Mondo

Google lancia Waymo One per «monetizzare» la guida autonoma

  • Abbonati
  • Accedi
SELF DRIVING

Google lancia Waymo One per «monetizzare» la guida autonoma

NEW YORK - Google sorpassa i rivali nella gara verso il self driving mettendo in moto il primo servizio commerciale di taxi senza guidatore - o quasi. Waymo, la divisione di Google impegnata nella guida automatica, ha tenuto a battesimo in questi giorni Waymo One, descritto come il vero debutto di robotaxi finalmente disponibili al pubblico e, appunto, per la prima volta anche a pagamento.
Un passo molto significativo, insomma, nella rivoluzione della mobilità automobilistica. Anche se non proprio ancora un passo da gigante: il servizio inedito di Waymo e' per il momento destinato soltanto ad alcune centinaia di consumatori pre-selezionati, che gia' partecipavano ad un precedente programma pilota.

La novità è che quei clienti potranno d'ora in poi far salire sui taxi interamente automatizzati anche loro amici o parenti, fino ad un numero massimo di quattro persone. E che le corse presenteranno un conto da saldare. Waymo sta raffinando i software per calcolare i viaggi e i loro costi, un obiettivo che sara' aiutato proprio dall'esperienza del nuovo servizio commerciale.
L'utilizzo del servizio prevede, in concreto, lo scaricamento di una app e l'inserimento di un numero di carta di credito. Le tariffe appaiono, a chi le ha sperimentate, al momento simili a quelle di esistenti servizi di mobilita' alternativa ma con autista come Uber e Lyft.

Le sfide irrisolte non mancano, tecniche e di mercato. La guida, stando alle prime recensioni, è men che soddisfacente: lenta e a scatti. Il self-driving stesso di Waymo ha inoltre tuttora un significativo limite: i veicoli avranno comunque a bordo un guidatore umano, anzi un “ingegnere”, per sicurezza e emergenze.
L'incognita di mercato e' quella di popolarità e monetizzazione. Il servizio sara' oggi disponibile 24 ore su 24 in un'area circoscritta a circa cento miglia in quattro sobborghi di Phoenix, Arizona, dove Waymo, ormai in business dal 2009, aveva cominciato i suoi esperimenti su strada nel 2016. In tutto la societa' ha un parco di 600 vetture e ha finora bruciato ben oltre un miliardo di dollari per il self driving con l'ambizione di arrivare a un servizio economicamente sostenibile e diffuso tra i consumatori. Un traguardo che appare agli analisti ancora lontano.

Ma questi dubbi non frenano la spinta verso le vetture driverless, che vede in campo piu' protagonisti tra le aziende hi-tech come tra le case auto. Uber e Toyota in estate hanno avviato una partnership, nonostante un incidente letale sempre in Arizona che ha coinvolto una veicolo di Uber. E Honda ha investito negli sforzi di General Motors di sviluppare tecnologia di guida automatica sotto il marchio di Cruise Automation.

© Riproduzione riservata