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le proteste in francia

Parigi, Macron pronto a parlare ai francesi: «Annunci importanti»

Mentre a Parigi sono proseguite per tutto il giorno kle operazioni per ripulire le strade dopo gli scontri di ieri, l’Eliseo ha fatto sapere che il presidente Emmanuel Macron «si rivolgerà alla nazione» domani, lunedì, alle ore 20. Una risposta diretta del presidente alle richieste era proprio una delle richieste del movimento dei “gilet gialli”. Secondo alcune anticipazioni di stampa, Macron potrebbe annunciare misure volte a far calare la tensione nel Paese.

«Il presidente della Repubblica farà importanti annunci», aveva anticipato in giornata il portavoce del Governo Benjamin Griveaux, prima che fosse fissato la tempistica del suo intervento.

Già questa settimana il Governo era tornato sui suoi passi eliminando l’imposta sul carburante. Ma il provvedimento è stato interpretato piuttosto come un segnale di debolezza di Macron e non ha evittato un nuovo fine settimana, il quarto consecutivo, carico di tensioni sfociate ieri in scontri violenti con automobili e casonetti dati alle fiamme e attacchi a diversi locali e banche con vetrine infrante.

Dalla capitale il movimento di protesta si è allargato questo fine settimana anche ad altre città francesi. Da più parti Macron è stato duramente criticato negli ultimi giorni per il suo persistente silenzio di fronte all’aggravarsi delle tensioni, critiche che hanno evidentemente fatto breccia nel presidente..

Anche perché le proteste stanno impattando in maniera severa sulla situazione economica nel pieno della stagione natalizia, penalizzando il settore al dettaglio, il turismo e l’intero comparto manifatturiero, con le manifestazioni che stanno bloccando la supply chain. A lanciare l’allarme è stato il ministro dell’Economia Bruno Le Maire: «Dobbiamo aspettarci un nuovo rallentamento della ripresa economica a fine anno in seguito alle proteste», ha affermato in un’intervista alla Reuters.

Prima dello scoppio delle tensioni, gli economisti avevavo previsto una ripresa della crescita a fine anno dopo un primo semestre all’insegna della debolezza in seguito alla spinta ai consumi che sarebbe arrivato dai tagli fiscali.

Un partito dei “gilet gialli” avrebbe il 12%

Se i gilet gialli si lanciassero nelle elezioni europee con una propria lista, raccoglierebbero - a tutt’oggi - il 12% dei voti e diventerebbero il quarto partito in
Francia. Secondo un sondaggio Ipsos pubblicato da Le Journal du Dimanche, ampiamente al primo posto alle europee c’è la lista di Republique en Marche, il partito del presidente Macron, con i centristi del MoDem, con il 21%.

Staccato, al secondo posto, il Rassemblement National di Marine Le Pen con il 14%, quindi i Verdi di Europe Ecologie con il 13%. Seguirebbero poi i “Gialli”, la destra dei Republicains e la sinistra radicale de La France Insoumise, entrambe con l’11%.

Parigi contro Trump: non intrometterti

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha intanto invitato il presidente americano Donald Trump, che ha commentato con una serie di tweet le manifestazioni di gilet gialli in Francia, a non immischiarsi nella politica interna francese.

“Io dico a Donald Trump - ha affermato il capo del Quai d'Orsay alla tv LCI - ma anche il presidente Macron glielo dice: Noi non ci immischiamo nei dibattiti americani, lui ci lasci vivere la nostra vita di nazione».

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