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Caso Selmayr, per l’Europarlamento il segretario generale della Commissione Ue deve dimettersi

(Afp)
(Afp)

Il Parlamento europeo «ritiene che la Commissione non ha rispettato i principi di trasparenza ed etica e dello Stato di diritto nella procedura utilizzata per la nomina del signor Selmayr quale suo nuovo Segretario generale» e chiede le dimissioni dell’ex capo di gabinetto di Jean-Claude Juncker. La pesante censura nei confronti della Commissione Ue, che potrebbe essere una pietra tombale sul futuro di Selmayr nelle istituzioni europee, è arrivata ieri sera, giovedì, con l’approvazione in plenaria a Strasburgo della risoluzione sulle attività annuali del “mediatore europeo” (Ombudsman).

Un danno alla reputazione dell’intera Ue

Il Parlamento - si legge ancora al punto 22 del documento - «deplora vivamente la decisione della Commissione di confermare il sig. Selmayr come nuovo Segretario generale, ignorando le ampie e diffuse critiche da parte dei cittadini dell’UE e il danno alla reputazione causato all’UE nel suo complesso». L’Europarlamento «sottolinea che il sig. Selmayr deve dimettersi dalla carica di Segretario generale e invita la Commissione ad adottare una nuova procedura di nomina del Segretario generale che garantisca il rispetto delle più rigorose norme di trasparenza, etica e Stato di diritto».

Il blitz a sopresa

La vicenda risale a febbraio scorso, quando con un vero e proprio blitz che colse di sorpresa tutti i commissari, tranne il tedesco Günther Oettinger (responsabile del bilancio e del personale) Juncker propose al collegio la nomina del suo capo di gabinetto, il tedesco Martin Selmayr, a segretario generale della Commissione, cioè responsabile dell’intera macchina amministrativa della Commissione, un dominus su più di 30 mila funzionari e impiegati.

Il caso sollevò molte polemiche e ad un certo punto sembrava che l’intera Commissione potesse pagare le conseguenze di un’operazione di potere maldestra. Ma Juncker non fece alcun passo indietro, forte anche di una risoluzione dello stesso Europarlamento che il 18 aprile scorso censurò le modalità della nomina ma non costrinse alle dimissioni il “nuovo Rasputin”.

«Creato un senso artificioso di urgenza»

Tuttavia - ricorda la risoluzione approvata ieri - l’Ombudsman ha appurato che «nel coprire il posto di Segretario generale, la Commissione ha creato un senso artificioso di urgenza per giustificare la mancata pubblicazione di un avviso di posto vacante e ha organizzato una procedura di selezione del Segretario generale aggiunto non per coprire direttamente tale ruolo, ma per nominare rapidamente in due fasi Martin Selmayr a Segretario generale». Nella vicenda, il Mediatore europeo «ha individuato quattro casi di cattiva amministrazione dovuti al fatto che la Commissione non ha rispettato correttamente le norme pertinenti, sia nella lettera che nello spirito».

Quanto pesa la posizione del PE

Giuridicamente il Parlamento non può destituire Selmayr, andrebbe al di là delle proprie prerogative. Solo il collegio dei commissari potrebbe revocarlo dall’incarico di segretario generale. «Ma dal punto di vista politico la presa di posizione è pesante e sarebbe davvero sorprendente se il successore di Juncker confermasse un burocrate nominato in violazione dei principi di trasparenza e legalità che in diritto amministrativo salvaguardano il carattere democratico dell’operato dell’esecutivo, anche a livello dei servizi» spiega un esperto di diritto comunitario. «Restando al suo posto, Selmayr oggi è la massima espressione del deficit democratico dell’Unione, rifiutando di dimettersi, nonostante la volontà del Parlamento, rappresentante diretto degli elettori». Dopo ciò che ha scritto il Parlamento «le dimissioni sarebbero un atto politicamente dovuto. Se vogliamo salvare la Ue e riavvicinarla ai cittadini bisogna voltare pagina...»

Il Parlamento, infine, ha invitato il Mediatore «a continuare ad adoperarsi per rafforzare le norme in materia di etica all’interno delle istituzioni dell’UE nell’ottica di risolvere il problema delle “porte girevoli” e ad assicurare la piena trasparenza di tutte le informazioni correlate, anche garantendo la pubblicazione tempestiva dei nomi di tutti gli alti funzionari dell’UE coinvolti; attende con interesse l’analisi del Mediatore riguardo al modo in cui la Commissione sta attuando gli orientamenti e i suggerimenti del Mediatore su come migliorare la gestione dei casi di “porte girevoli”, compresa la possibilità di adottare norme legislative per prevenire e sanzionare tali situazioni ed eventuali abusi».

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