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3/5 ESM, il fondo anti-crisi che ha salvato 5 Paesi senza alcun costo per i…

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    Dal Fondo anti-crisi alla Bei: guida alle 5 istituzioni europee di Lussemburgo

    Lussemburgo si definisce la “capitale europea”. Perché lo è, è la capitale di cinque grandi istituzioni europee che vi hanno sede: Eurostat (l'Ufficio statistico europeo), la Banca europea degli investimenti (Bei), il Fondo anti-crisi (Esm), la Corte di Giustizia europea, la Corte dei conti europea (European Court of Auditors). A differenza di Bruxelles o Strasburgo, che sono meglio note come piazze politiche europee, o di Francoforte dove risiede la Banca centrale europea, Lussemburgo ospita alcune istituzioni che forse sono meno note al grande pubblico ma dove giorno dopo giorno prendono forma le idee, le iniziative finanziarie, i principi e le leggi europee con atti concreti che hanno una ricaduta diretta sui 512 milioni di cittadini dei 28 (tra breve 27) Paesi dell'Unione europea. “Qui l'utopia europea diventa realtà”, afferma con una punta d'orgoglio un magistrato della Corte di Giustizia europea, spiegando che ogni atto viene tradotto nelle 24 lingue ufficiali della Ue. Nel rispetto, sempre, di tutti i partecipanti alla Ue e all'Eurozona. Ecco cosa succede a Lussemburgo: cosa sono e cosa fanno queste cinque istituzioni nella capitale europea

    3/5 ESM, il fondo anti-crisi che ha salvato 5 Paesi senza alcun costo per i contribuenti europei

    L'ESM, o Meccanismo europeo di stabilità, è un istituto molto giovane, nato nel 2012 in risposta alla Grande Crisi del Debito europeo (2010-2012) con il compito di salvare gli Stati in difficoltà: è dotato di una capacità di intervento pari a 700 miliardi di euro (che tiene conto anche del primo fondo anti-crisi Efsf creato nel 2010 e inattivo dal 2012, anno di costituzione dell'ESM). Dal 2011 l'ESM ha aiutato cinque Stati in temporanea difficoltà (Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Cipro) evitando la loro insolvenza e il rischio di uscita dall'euro: Paesi che avevano perso accesso al mercato per rifinanziare il debito pubblico tramite aste ma che non sono mai andati in default. L'ESM ha erogato prestiti con tassi d'interesse agevolati per complessivi 295 miliardi di euro e dunque ha ancora una potenza di fuoco pari a 410 miliardi.

    L'ESM è un istituto snello, con 160 dipendenti da 40 nazionalità sotto la guida di Klaus Regling: non ha mai utilizzato direttamente i soldi dei contribuenti e pur aiutando Stati in difficoltà finora non ha fatto perdere neanche un centesimo di euro ai 19 Stati dell'eurozona che sono sui azionisti tramite 80 miliardi di capitale paid-in versato in cash (e 620 miliardi di garanzie collaterali mai finora escusse e non versate in cash). Regling ci tiene a precisare: “facciamo prestiti agli Stati e ci teniamo che vengano rimborsati integralmente e puntualmente dai nostri debitori. E così è stato finora”. L'Esm raccoglie fondi sul mercato dei capitali emettendo bond a breve, medio e lungo termine: la raccolta viene utilizzata per erogare prestiti agli Stati in difficoltà in cambio della cosiddetta condizionalità cioè di impegni sottoscritti dal governo che chiede aiuto. Il Memorandum of Understanding (MoU) consiste in una tabella di marcia pluriennale di impegni in termini di riforme strutturali e di disciplina sui conti pubblici, con monitoraggio della Troika e dell'Esm. Qualche numero sull'ESM? Grazie ai suoi prestiti a tassi bassi, la Grecia risparmia 12 miliardi di euro l'anno sulla spesa per interessi per il rifinanziamento del debito pubblico. L'Esm fornirà il backstop (ultima garanzia) da 60 miliardi circa al Single Resolution Board, l'istituto europeo che si occupa delle risoluzioni bancarie, nell'ambito delle riforme dell'Unione bancaria.

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