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Talco all’amianto: Johnson & Johnson affonda a Wall Street

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perso oltre il 10% in un giorno

Talco all’amianto: Johnson & Johnson affonda a Wall Street

NEW YORK - Johnson & Johnson ha perso oltre il 10% a Wall Street nell'ultima seduta settimanale dopo la rivelazione da parte di Reuters di documenti riservati secondo i quali la società americana sapeva da decenni che il suo talco per bambini conteneva tracce di amianto. Per il titolo della multinazionale di dispositivi medicali, farmaceutica e prodotti per la cura del corpo si tratta del peggiore tonfo in Borsa dal 2002.
Secondo Reuters dall'analisi dei documenti e delle testimonianze raccolte in tribunale dal 1971 e fino all'inizio degli anni 2000 emerge che i manager del gruppo di New Brunswick, New Jersey, ma anche i responsabili minerari, i medici e gli avvocati sapevano che la polvere Johnson Baby conteneva asbesto, anche se in livelli contenuti, e che l’esposizione a tali sostanze poteva provocare cancro alle ovaie o mesotelioma.

La società per decenni sarebbe riuscita a dribblare i controlli e condizionare i pareri scientifici. Dopo le prime condanne giudiziarie, sono aumentate le denunce: si parla di almeno 11.700 richieste di danni contro la società. Reuters ha esaminato i documenti riservati legati a una di queste cause. Per almeno tre mesi ha chiesto un’intervista al ceo della società prima della pubblicazione dell’inchiesta. Intervista che non è stata concessa.

J&J: accuse false e di parte
Per Johnson &Johnson «l’articolo di Reuters è di parte, falso e provocatorio». perché «ignora le migliaia di test condotti da J&J regolari, da laboratori indipendenti e istituzioni accademiche secondo cui il talco non include amianto». Secondo motivo: l'articolo per la major Usa «ignora che il gruppo ha cooperato completamente e apertamente con la Food & Drug Administration Usa e con altri regolatori nel mondo, fornendo sempre le informazioni richieste nel corso dei decenni». J&J sostiene anche di avere reso disponibili ai regolatori il talco lavorato per testarlo come anche le miniere da cui viene estratto il minerale: «I regolatori hanno testato entrambe e hanno sempre riscontrato l’assenza di amianto nel nostro talco».

Risarcimenti per miliardi di dollari
Nel luglio scorso un tribunale di Saint Louis, Missouri, ha condannato Johnson & Johnson al termine di una class action intentata da 22 donne al pagamento di un maxi risarcimento di 4,7 miliardi di dollari. La società ha fatto ricorso ribadendo che i suoi prodotti «non contengono amianto e non causano cancro alle ovaie». Ma è l’ennesimo caso. Nel 2016 sempre il tribunale del Missouri aveva condannato la major Usa a risarcire con 10 milioni di dollari la famiglia di Jackie Fox, una donna morta a 62 per un tumore alle ovaie che per 35 anni aveva usato la Baby Powder come deodorante e polvere anti sudore. A quella prima vicenda sono seguiti tanti altri verdetti sempre di condanna.

Pareri scientifici discordanti
Il talco è un minerale. Tecnicamente fa parte della famiglia dei fillosilicati di magnesio. Le polveri di talco sono da tempo ritenute pericolose per i polmoni dei lavoratori dell’industria mineraria proprio per la possibile presenza di piccole quantità di quarzo e asbesto. L’Oms e altre autorità riconoscono che l’esposizione ad asbesto è nociva per la salute. Dal 2006 il talco è indagato come possibile agente cancerogeno dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, lo Iarc di Lione. Ma i pareri scientifici sono discordanti e non ci sono ancora prove sufficienti per mettere in correlazione l'insorgere dei tumori con l'uso costante negli anni del talco, con o senza asbesto. Per evitare i rischi molte aziende cosmetiche stanno sostituendo in tutto o in parte il talco delle polveri aspersorie con creme a base di amidi con l’indicazione in etichetta “asbestos- free”.

Johnson & Johnson domina il mercato delle polveri a base di talco da oltre 100 anni. Le sue vendite anche adesso, nonostante la saga giudiziaria del talco all’amianto, superano quelle dei competitor messe assieme. La Baby Powder contribuisce al fatturato della major per appena 420 milioni di dollari, su un totale di ricavi di 76,5 miliardi $, ma è un prodotto simbolo per la società.

L’American Cancer Society (Acs) fino a poco tempo fa ha accettato la posizione di J&J. Sul suo sito scriveva: “Tutti i prodotti a base di talco usati nelle case sono ’asbestos-free’ sin dal 1970”. Ai primi di dicembre Reuters ha inviato la sua inchiesta all’Acs. E ora sul sito la frase è stata modificata con un’altra più prudente: tutti i cosmetici a base di talco prodotti negli Stati Uniti «dovrebbero essere senza tracce significative di asbesto”.

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