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Il Belgio va in crisi sul Global compact: si dimette il premier

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PASSO INDIETRO DI CHARLES MICHEL

Il Belgio va in crisi sul Global compact: si dimette il premier

Charles Michel (Afp)
Charles Michel (Afp)

Il premier belga Charles Michel offrirà le sue dimissioni al Re dopo la mozione di sfiducia avanzato dai Verdi e socialisti nei confronti del suo governo di minoranza. Michel è stato costretto a un rimpasto una settimana fa dopo che il principale partito del suo esecutivo di centrodestra, i nazionalisti fiamminghi di N-VA, hanno deciso di rompere con la coalizionein polemica con la scelta di sottoscrivere il cosiddetto Global compact (un documento non vincolante dell’Onu che propone linee guida internazionali sull’immigrazione). Michel ha provato oggi a convincere il parlamento belga della necessità di avviare un «governo di buona volontà» per traghettare il paese fino alle elezioni del 26 maggio. Di fronte alla proposta di un voto di sfiducia, ha deciso per la marcia indietro. «Il mio appello non ha convinto e non è stato capito» ha detto.

Le tensioni sul Global compact
L'Alleanza nazionalista neo-fiamminga N-Va, ha deciso di uscire definitivamente di scena dopo i vari tentativi di dialogo avanzati da Michel. L'Nva non ha mai fatto mistero della sua ostilità al patto Onu, dettata dal timore che l'adesione alle linee guida (non vincolanti) dell'accordo stravolgano la legislazione nazionale in materia di flussi migratori. Le tensioni si sono esacerbate dopo una campagna sui social lanciata dal gruppo, con una scelta di immagini a impatto che ha scatenato critiche anche interne al governo. La campagna dell’N-Va si affilia a quella sposata, nel resto d’Europa, dalle principali forze della destra populista. La “firma” del Global compact, in realtà limitata a un voto per acclamazione, ha visto alcune assenze di peso da parte dell’Europa, dall’Austria di Sebastian Kurz all’Italia del governo Lega-Cinque stelle.

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