Mondo

Brexit, il piano di emergenza della Ue in caso di «no deal»

  • Abbonati
  • Accedi
a 100 giorni dall’addio

Brexit, il piano di emergenza della Ue in caso di «no deal»

  • –dal nostro corrispondente

BRUXELLES – In un contesto di grande incertezza sul futuro dell'accordo sull'uscita della Gran Bretagna dall'Unione negoziato tra Londra e Bruxelles, la Commissione europea ha presentato oggi una serie di 14 provvedimenti in modo da prepararsi per un eventuale hard Brexit.

In mancanza di un voto favorevole da parte di Westminster, tre i settori su cui l'esecutivo comunitario si vuole particolarmente attento: il mondo finanziario, i diritti dei cittadini e il trasporto.

Quanto al settore finanziario, la Commissione europea ha adottato due atti amministrativi. Il primo prevede un rinnovo per 12 mesi dell'accordo di equivalenza sul clearing dei derivati. Il secondo prevede un rinnovo per 24 mesi dell'accordo di equivalenza relativo al servizio di deposito dei titoli finanziari. Il tentativo in entrambi i casi è di evitare un crollo sui mercati nel caso di una uscita disordinata del Regno Unito dall'Unione il 29 marzo dell'anno prossimo, ossia tra 100 giorni.

Hard Brexit più vicina

Sul fronte dei trasporti, la Commissione vuole mantenere alcuni dei vantaggi esistenti nel traffico aereo tra la Gran Bretagna e i Ventisette per un periodo di almeno 12 mesi. Per altri nove mesi verranno riconosciute alcune licenze di sicurezza. Operatori britannici potranno trasportare liberamente beni nell'Unione per un periodo di nove mesi. Nel contempo, Bruxelles ha avvertito i Ventisette di prepararsi all'applicazione del codice doganale comune nei confronti di un paese ormai terzo.

Infine per quanto riguarda i diritti dei cittadini, la Commissione esorta i governi dei paesi membri di avere nei confronti dei britannici «un approccio generoso (…) e pragmatico». In particolare Bruxelles sostiene che i Ventisette dovrebbero introdurre misure per continuare a considerare i britannici residenti nell'Unione “residenti legali”. L'esecutivo comunitario si aspetta che il Regno Unito applichi nei confronti degli europei residenti nell'isola piena reciprocità. Bruxelles ha già escluso l'applicazione di visti.

Le misure presentate dalla Commissione sono una assicurazione sul futuro. La speranza rimane che Westminster decida di approvare l'accordo di divorzio, quasi 600 pagine che regolano i rapporti tra Londra e Bruxelles post-Brexit. La premier Theresa May è alle prese da mesi con una fronda interna al partito conservatore, virtualmente spaccato tra coloro che appoggiano l'accordo di divorzio e coloro che invece sono pronti a bocciarlo quando giungerà in Parlamento.

Uno dei nodi inaccettabili per molti parlamentari è la soluzione-ponte per evitare il ritorno di un confine tra la Repubblica d'Irlanda e l'Irlanda del Nord. I Ventisette si sono rifiutati di correggere l'accordo di recesso, come chiesto invece dalla signora May.

Tra le altre cose, nell'intesa le parti hanno optato per un periodo di transizione di 21 mesi, dal 29 marzo 2019 al 31 dicembre 2020, durante il quale il Regno Unito partecipa al mercato unico e all'unione doganale, senza però essere paese membro dell'Unione.

© Riproduzione riservata