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L’italiana Rold tra le fabbriche del futuro scelte dal Wef

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L’italiana Rold tra le fabbriche del futuro scelte dal Wef

C’è anche la Rold di Cerro Maggiore (Milano) tra le «fabbriche-faro» del futuro, selezionate dal World Economic Forum, quali leader mondiali nella capacità di adottare e integrare le tecnologie più avanzate che caratterizzano la Quarta Rivoluzione Industriale. La Rold è l’unica media azienda nella nuova lista delle «Manufacturing Lighthouses» resa nota oggi dal Wef, che comprende sette impianti tra cui quelli di giganti come Bmw e Saudi Aramco e va ad aggiungersi alle nove fabbriche del futuro annunciate lo scorso anno.

Tutte sono state prescelte dopo avere passato al setaccio un elenco di 1.000 impianti manifatturieri sulla base della capacità di introdurre le tecnologie della Quarta Rivoluzione Industriale, in modo da avere un impatto operativo e finanziario positivo. Ad emergere sono stati in particolare gli impianti in Europa e in Cina.

«Fabbriche-faro» esempio per superare difficoltà
Per il Wef le «fabbriche-faro» vanno prese ad esempio per superare le difficoltà pratiche che le industrie incontrano sia nei Paesi avanzati sia negli emergenti quando devono migliorare la tecnologia di cui fanno uso. In base alle ricerche condotte dal Wef, l’istituzione che organizza il summit di Davos, oltre il 70% delle imprese che investono in tecnologie quali «big data analytics», l’intelligenza artificiale e la stampa 3D, non vanno oltre la fase pilota. Per rispondere a questa situazione, tutte le «fabbriche-faro» hanno accettato di aprire le porte e condividere le conoscenze con altre imprese manifatturiere.

Per Rold +7-8% fatturato con tecnologie Quarta Rivoluzione Industriale
Come spiega il Wef, la Rold ha 240 dipendenti e produce meccanismi di chiusura per lavatrici e lavastoviglie, «è l’unica Pmi del ‘Lighthouse Network» e il suo utilizzo delle tecnologie della Quarta Rivoluzione Industriale come gli orologi smart, la prototipazione rapida e i cruscotti digitali ha contribuito a migliorare il fatturato del 7-8%». La presenza della Rold tra le «fabbriche-faro» ha un valore particolare anche perché spesso una delle difficoltà incontrate dalle imprese più piccole nell’introdurre le nuove tecnologie è propria la scarsità di dimensioni e di risorse.

Gli altri sei colossi del futuro, dalla Germania alla Cina
Gli altri sei nuovi «impianti del futuro» sono quelli di colossi globali: la Bmw a Regensburg (Germania), la Danfoss (compressori commerciali a Tianjin, Cina), la Foxconn (componenti per smartphone a Shenzhen, Cina), la Sandvik Coromant (strumenti e soluzioni per il taglio a Gimo, Sweden), la Saudi Aramco Uthmaniyah (trasformazione del gas, Uthmaniyah, Arabia Saudita) e la Tata Steel (IJmuiden, Olanda). La lista pubblicata nello scorso settembre dal Wef comprendeva gli impianti della Bayer a Garbagnate, della Bosch Automotive a Wuxi (Cina), della Haier a Qingdao (Cina), della Johnson and Johnson DePuy Synths a Cork (Irlanda), della Phenix Contact (Bad Pyrmont, Germania), della Procter and Gamble (Rakona, Repubblica Ceca), della Schneider Electric (Le Vaudreil, Francia), della Siemens Industrial Automation (Chengdu, Cina) e della Fast Radius (Chicago).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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