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Brexit, May ottiene la fiducia del Parlamento e rilancia la trattativa…

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dopo il «no» all’accordo con bruxelles

Brexit, May ottiene la fiducia del Parlamento e rilancia la trattativa con l’Unione europea

Dopo la disfatta di martedì sera, 15 gennaio, la Camera dei Comuni ha respinto oggi la mozione di sfiducia con 325 voti contro 306. Il governo mantiene così la maggioranza per 19 voti, nonostante la sconfitta pesante di ieri sull’accordo sulla Brexit. Il Regno Unito si trova nel pieno della più grave crisi politica degli ultimi decenni, di fronte al sempre più difficile divorzio dal progetto europeo a cui ha aderito nel 1973.

La premier si è detta pronta a incontrare tutti i leader dell'opposizione a partire da stasera per cercare di trovare una linea comune con l’obiettivo di «attuare la Brexit». May ha aperto quindi anche a un incontro faccia a faccia con Jeremy Corbyn, finora negato.
Il Parlamento - ha detto la premier - «ha confermato la fiducia nel governo», ora bisogna attuare la Brexit perché «il Paese continui ad aver fiducia nel Parlamento». Pronta la risposta del leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, che si è detto disposto a incontrare May ma ha chiesto di «togliere dal tavolo» qualunque ipotesi di divorzio no deal dalla Ue. Anche il capogruppo degli indipendentisti scozzesi dell’Snp, Ian Blackford, ha detto sì a un confronto “costruttivo” con May, pur ribadendo la differenza delle posizioni.
«Continueremo a lavorare a quello che abbiamo promesso al popolo di questo Paese» alla luce dell’esito del referendum sulla Brexit e «lasciare l'Unione europea - ha detto May -. Sono felice che questa Camera abbia dato fiducia al governo. Non prendo con leggerezza questa responsabilità. Il governo continuerà nel suo lavoro di aumentare la nostra prosperità, garantire la nostra sicurezza e rafforzare la nostra unione». May ha quindi ribadito che il governo tornerà in Parlamento lunedì prossimo per presentare il suo programma.

Possibile uno slittamento della data di divorzio
Il primo ministro britannico ha lasciato la porta aperta alla possibilità di una proroga dell’uscita dall’Unione Europea oltre la data del 29 marzo, una ipotesi che si rafforza giorno dopo giorno. Parlando alla Camera nel dibattito sulla mozione di sfiducia presentata dal leader laburista Jeremy Corbyn, la May si è rifiutata di escludere a priori la possibilità di estendere l'articolo 50 - quello dei Trattati Ue che regolamenta l’uscita di un Paese - ma ha sottolineato come la Ue sarebbe aperta a questo scenario solo «se fosse chiaro che c'è un piano per andare verso un accordo condiviso».
Saranno però i 27 a decidere se concedere più tempo. Ma il via libera, secondo quanto viene anticipato da varie fonti diplomatiche, arriverà solo se la richiesta avrà alla sua base motivazioni chiare e forti, come ad esempio l'attuazione di un 'piano B' appoggiato da una maggioranza solida, o la convocazione di un
nuovo referendum.

Investitori con i nervi saldi (per ora)
Gli investitori per ora mostrano i nervi saldi e puntano su una soluzione che eviti lo scenario peggiore: quello di una uscita disordinata del Regno Unito senza alcun accordo. La sterlina si è rafforzata sul mercato a 88,52 pence per euro, il suo livello più alto dalla fine di novembre. Secondo il governatore della Bank of England Mark Carney, l'apprezzamento della sterlina dopo la sconfitta della May indica che gli investitori ritengono che il rischio di una Brexit senza accordo sia diminuito, o che il processo di uscita si sia allungato.

«L'aspettativa che Theresa May ora sia più incline a cercare il sostegno trasversale dei partiti per un nuovo accordo è rassicurante per gli investitori, poiché suggerisce che si farà uno sforzo per trovare un compromesso di più ampio respiro», osservano gli analisti di Rabobank in una nota.

VIDEO / La timeline della Brexit

Unione europea compatta
L’Unione europea dal canto suo non mostra cedimenti. Diversi leader, tra cui Angela Merkel, hanno confermato la disponibilità al dialogo senza però cambiare il testo dell’accordo. Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha avvertito che non resta molto tempo per trovare una soluzione Brexit e che «il tempo per giocare è finito».

Il capo-negoziatore comunitario Michel Barnier ha però avvertito che dopo la bocciatura del Parlamento, «non è mai stato così elevato il rischio di una uscita del paese dall'Unione senza un accordo», e quindi disordinata. «La nostra determinazione è evitare uno scenario di questo tipo, ma abbiamo anche la responsabilità di essere lucidi», ha concluso.

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