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Usa, paura del futuro in borsa? Torna la «febbre da cash» tra…

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Servizio |il trend di gennaio

Usa, paura del futuro in borsa? Torna la «febbre da cash» tra gli investitori

Il cash torna a essere re a Wall Street. Segno dei tempi, cioè di un momento di incertezza sul futuro del mercato azionario nonostante i recenti recuperi e dopo le cadute di dicembre. Il movimento pro-cash, a favore di investimenti ultra-liquidi, è evidente nelle cifre: gli asset nei fondi di money-market sono lievitati di due miliardi di dollari questo mese, stando alle statistiche tenute da Lipper. E questo dopo che nei tre mesi finali del 2018 gli investitori avevano già portato dentro simili fondi ben 190 miliardi, un record dall’esplosione della grande crisi nel 2008. Il totale nei fondi del mercato monetario ha raggiunto e superato i tremila miliardi fin da dicembre e in gennaio sfiora i 3.070 miliardi, i massimi dal 2010.

I portafogli d’investimento - questa è un’analisi di Goldman Sachs - stanno di conseguenza registrando un continuo incremento dell’esposizione in contanti per la prima volta dal 2011, dopo che invece erano scesi ai livelli minimi grazie a scommesse sulla continua corsa delle azioni. I portafogli che includono cash sono lievitati oggi al 13% del totale dal 12% l’anno scorso. I fondi azionari in gennaio hanno a loro volta registrato una iniezione di capitali, fenomeno che ha aiutato il recupero degli indici con l’S&P 500 salito del 13% dalla debacle subita alla vigilia di Natale. Ma quei fondi sono reduci dalla fuga di cento miliardi di dollari durante il quarto trimestre. E complessivamente l’esposizione all’azionario è diminuita da ottobre dal 45% al 41 per cento.

A rendere più attraente il cash quale investimento hanno contribuito i già avvenuti rialzi del tassi d’interesse e quindi del costo - e rendimento - del denaro. La nuova predilezione per il cash sottolinea però anche il continuo nervosismo e cautela che serpeggia tra gli investitori. Il timore è che i recuperi attuali di borsa siano temporanei e che in agguato ci sia ulteriore grande volatilità, con incognite che vanno dalla crescita globale (Cina e Europa) all’outlook dei profitti aziendali, dalle relazioni commerciali fino alle prossime scelte della Federal Reserve e alle crisi politiche di Washington. Una eventuale prosecuzione della corsa al cash potrebbe trasformarsi essa stessa da sintomo a pronostico di difficoltà economiche: in passato ha preceduto di 12-15 mesi una recessione.

La tendenza agli investimenti liquidi vede l’emergere di crescenti offerte di fondi e prodotti cash. Tra gli esempi più recenti c’è PagnatoKorp, gestore con asset per 3,8 miliardi, che si appresta a lanciare un fondo che paga il 2,3% su depositi fino a 1,5 milioni, senza minimi per aprire conti e l’accortezza che l’investimento sarà distribuito tra molteplici banche per garantirne una completa copertura da parte dell'assicurazione federale sui depositi. Betterment, altro gestore specializzato in raccomandazioni automatizzate e basate su algoritmi, è sceso in campo con Smart Saver, che investe in titoli del Tesoro e bond aziendali di alta qualità e a breve scadenza e che ha un rendimento superiore al 2% al netto delle commissioni.

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