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Shutdown, al Senato si cerca la quadra: popolarità di Trump al 39%

Negli Stati Uniti si cerca di superare il blocco delle attività del governo causato dallo shutdown. I due leader del Senato, quello della maggioranza, il repubblicano Mitch McConnell e il democratico all’opposizione Chuck Schumer si sono accordati per votare giovedì due diverse proposte per tentare di riaprire l’esecutivo. La prima proposta della maggioranza riprende l’idea - lanciata dal presidente Donald Trump nella sua dichiarazione alla nazione sabato scorso - di concedere una protezione di tre anni ai «dreamers», oltre 800mila migranti irregolari arrivati bambini e cresciuti negli Stati Uniti.

GUARDA IL VIDEO/I due anni di mandato di Trump in pieno shutdown

Il tutto in cambio dei 5,7 miliardi di finanziamenti per il muro al confine con il Messico. La proposta democratica invece prevede la riapertura temporanea dei ministeri fino all’8 febbraio, il tempo per pagare gli stipendi agli 800mila dipendenti federali costretti a casa, ma senza il capitolo dei fondi per il muro. Non è detto che le due proposte passino. Anche perché Trump può sempre porre il veto e rifiutare la firma sui provvedimenti, se non verrà accolto il suo pacchetto per la sicurezza dei confini. Ma un tentativo di avvicinamento tra le due parti c’è, ed è la prima volta che accade dal parziale stop delle attività del governo federale, il 21 dicembre scorso.

Il malumore tra i cittadini per la chiusura di otto ministeri e di una dozzina di agenzie federali, d’altronde, cresce ogni giorno di più. Il gradimento di Donald Trump tra gli americani è sceso al 39%, ai minimi dalla sua elezione, secondo un sondaggio Npr/Pbs. Sette punti percentuali in meno da quando è cominciato lo shutdown. Trump ha ha intenzione di tenere il tradizionale discorso annuale sullo stato dell’unione il 29 gennaio ai parlamentari riuniti in seduta comune a Capitol Hill, nonostante la richiesta della speaker della Camera Nancy Pelosi di posticipare il discorso per la mancanza delle condizioni di sicurezza minime a causa dell’assenza degli agenti federali, costretti a rimanere a casa per il blocco del governo.

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