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Davos, 40 Ceo lanciano la «Dichiarazione digitale»

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Davos, 40 Ceo lanciano la «Dichiarazione digitale»

Dal nostro inviato
DAVOS – Quaranta Chief executive di tutto il mondo, che rappresentano molte delle più grandi aziende tecnologiche e di telecomunicazioni, hanno sottoscritto una “Dichiarazione digitale” al World Economic Forum di Davos, con la quale si impegnano a una leadership responsabile nell’Era Digitale.
La dichiarazione è stata promossa da GSMA, l’organizzazione degli operatori della telefonia mobile, ed è aperta a ulteriori adesioni.

La “Digital Declaration” intende sottolineare i principi-guida per una gestione dei dati che segua dettami etici, in particolare nel rispetto della privacy e nell’assicurare sicurezza e protezione dei dati.
L’impegno è anche volto a mitigare i problemi connessi ai cyberattacchi, a contrastare le molestie informatiche e a fare il possibile per assicurare a chiunque l’accesso all’economia digitale. In ultima analisi, l’obiettivo è mantenere Internet come una piattaforma aperta che guidi l’innovazione, a fronte dei grandi cambiamenti tecnologici in atto nel mondo digitale, che l’ormai imminente arrivo delle reti 5G è destinato ad accelerare.

Si stima che entro il 2022 ben il 60% del Pil globale possa considerarsi “digitalizzato”. E se i consumatori si attendono sempre più sofisticati servizi digitali, non di rado la loro fiducia viene messa alla prova. La Dichiarazione digitale di Davos non può comunque che essere piuttosto generica: è stata firmata da società di Paesi molto diversi nell’approccio alla gestione dati, dagli Usa alla Cina, da grandi aziende di tlc come Deutsche Telekom, China Mobile, NTT Docomo, così come da gruppi tecnologici come Sony, IBM,Nokia.

Il premier giapponese Shinzo Abe ha detto ieri a Davos che al prossimo G20 di Osaka la questione delle gestione dei flussi di dati cross-border sarà molto in alto nell’agenda dei leader. E la cancelliera Angela Merkel, sempre mercoledì a Davos, ha indicato che non sono desiderabili due approcci che ritiene estremi: la concentrazione dei dati in mani di poche piattaforme private (come negli Usa) o nelle mani dello Stato come avviene in Cina.

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