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Elezioni Europee: il piano anti fake news di Google e il monito dell’Ue

Foto Epa
Foto Epa

Le elezioni europee si avvicinano, e per i big del web il pericolo fake news si fa sempre più concreto. Non è un caso che Facebook, già nei giorni scorsi, abbia annunciato un piano speciale per prevenire la diffusione di informazioni false nei Paesi dove sono in agenda appuntamenti elettorali (Europa compresa). E non è un caso neanche che proprio oggi, in occasione del primo rapporto sull'attuazione del codice di condotta (sottoscritto tra gli altri da Facebook e Google), la Commissione Europea abbia lanciato l'ennesimo monito ai colossi digitali affinché facciano di più per combattere le fake news in vista dell'appuntamento cruciale delle elezioni europee di fine maggio.

Il piano di Google
Nelle stesse ore in cui a Bruxelles si discuteva sul da farsi e del rischio disinformazione, Google ha pubblicato il suo piano dedito ad arginare le fake news in vista delle elezioni di primavera. L'obiettivo dichiarato è quello di depotenziare le interferenze esterne sul voto. Un esempio? Difendere Google Maps da strani attacchi. In occasione delle elezioni, infatti, le mappe di Google potrebbero subire attacchi col tentativo di boicottare la posizione di un seggio elettorale, e fare in modo che diventi introvabile per qualche elettore.

Google, nel suo documento, lascia intendere che un team elettorale è già al lavoro per consentire un accesso sicuro a informazioni autorevoli: «Il nostro lavoro – scrive in un post ufficiale Lie Junius, Director, EU Public Policy and Government Relations di Google – è quello di prevenire gli abusi legati alle elezioni, prima e durante il voto. E il team elettorale e gli esperti del settore di Google lavorano a stretto contatto. Queste squadre, molte delle quali hanno sede in Europa, sono addestrate per identificare e fermare una vasta gamma di potenziali abusi che possono andare dagli attacchi di phishing sponsorizzati da uno Stato (qui la mente corre al Russiagate, ndr) ai tentativi di alterare Google Maps in modo che le persone non riescano a trovare il loro seggio elettorale». Il monitoraggio elettorale di Google passerà attraverso l'impiego di numerosi esperti: «Finora abbiamo formato quasi mille funzionari elettorali, giornalisti e persone provenienti da ONG, in modo che possano imparare di persona di quali strumenti di sicurezza hanno bisogno e come usarli. Il nostro obiettivo è quello di sostenere questi gruppi nel mantenere sicure le loro informazioni e consentire loro di pubblicare liberamente». In questo contesto si inserisce anche l'ausilio di progetti come Shield, che si occuperà di proteggere i siti di notizie indipendenti dagli attacchi DDoS.

La pubblicità elettorale
Come Facebook, anche Google cambia le sue policy in fatto di inserzioni elettorali a pagamento. La pubblicità, in vista delle elezioni Europee, sarà messa sotto stretto controllo. «La gente – ha scritto Lie Junius - vuole capire meglio la pubblicità politica che vede online, quindi stiamo introducendo una nuova policy e un nuovo processo di verifica degli inserzionisti per le elezioni parlamentari dell'UE. Chiunque voglia pubblicare annunci elettorali europei sulle piattaforme di Google deve fornire la documentazione per dimostrare di essere un'entità con sede nell'UE o un cittadino di uno Stato membro dell'UE - e noi forniremo informazioni su ogni annuncio per rendere il tutto più chiaro agli elettori». Le nuove regole riguarderanno gli annunci per organizzazioni politiche, partiti politici e singoli candidati. Ma c'è di più: Google presenterà un rapporto sulla trasparenza degli annunci elettorali in Europa, con un archivio digitale di annunci ricercabili per rendere queste informazioni il più possibile accessibili e utili agli utenti, ai professionisti e ai ricercatori che desiderano saperne di più. Una mossa che Facebook ha già utilizzato per le elezioni di midterm negli Stati Uniti e che riutilizzerà anche in vista delle elezioni Europee.

Il monito europeo
Proprio nella giornata odierna, come detto, era arrivato il monito Europeo ai colossi del web, in fatto di prevenzione delle fake news. Il primo rapporto sull'attuazione del codice di condotta volontario sottoscritto, oltre che da Facebook, da Twitter, Mozilla e Google, non ha convinto per niente la Commissione UE. La commissaria Ue al digitale Mariya Gabriel, ha riconosciuto i progressi fatti nell'ultimo periodo, ma ha anche chiesto di accelerare ulteriormente l'implementazione di misure che possano dare trasparenza sulle campagne di pubblicità politica. Nel mirino UE è finito soprattutto Facebook, il cui impegno è stato giudicato insufficiente, vista la diffusione dei nuovi strumenti in «solo 7-8 Stati membri», mentre dovrebbero esserlo in tutti i 28.

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